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Consumatori: calo spesa delle famiglie è pericolosa spirale depressiva

I dati diffusi ieri sull'Istat sulla spesa media mensile per famiglia, che continua a diminuire, "non fanno altro che confermare una situazione gravissima" denunciano Adusbef e Federconsumatori, che chiedono al governo provvedimenti urgenti per "porre un argine a questa pericolosa spirale depressiva".

I dati diffusi ieri dall'Istat sulla spesa media mensile per famiglia, che continua a diminuire, "non fanno altro che confermare una situazione gravissima" denunciano Adusbef e Federconsumatori, sottolineando che la preoccupzione maggiore risiede "nell'aumento delle rinunce nel settore alimentare". Le famiglie italiane, infatti, riducono sempre di più la quantità e la qualità della spesa per i generi alimentari, tagliando del 3,2% anche il consumo di carne, e per cercare di "non cambiare stile di vita" si rivolgono sempre di più all'hard discount. Ma l'illusione non basta, e come osservano anche le associazioni che tutelano i diritti dei consumatori le abitudini della famiglie stanno "cambiando in maniera drastica", volente o nolente. "Un andamento inevitabile, vista la forte contrazione del potere di acquisto di oltre il 13,4% dal 2008 ad oggi" evidenziano Adusbef e Federconsumatori, invitando il governo ad "avviare dei provvedimenti urgenti ed improrogabili che siano in grado di porre un argine a questa pericolosa spirale depressiva". In primo luogo, consigliano le due associazioni, bisognerebbe "risollevare il potere di acquisto delle famiglie, estendendo la platea dei beneficiari del bonus di 80 euro anche a pensionati, incapienti e famiglie numerose" poiché "secondo le stime dell'O.N.F. - Osservatorio Nazionale Federconsumatori, i benefici sulla della domanda di mercato potrebbero far segnare una risalita vicina al +0,8 / +0,9%". "Oltre a ciò, - proseguono - per operare un cambiamento radicale e duraturo, è necessario intervenire sul versante occupazionale, definendo un piano straordinario per il lavoro nel quale siano convogliati tutti gli sforzi e tutte le risorse necessarie". Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti chiariscono infatti: "Rilanciare l'occupazione, specialmente quella giovanile, è la strada maestra per restituire potere di acquisto alle famiglie, non solo quelle giovani, ma tutte, dal momento che attualmente la mancanza di reddito dei più giovani ricade sui bilanci di genitori e nonni".

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