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Anatocismo in dl imprese, consumatori: fuori i nomi. Lettera a Napolitano

Giorgia Meloni denunciò pochi giorni fa il fatto che del dl imprese fosse stato reintrodotto l'anatocismo bancario. Adusbef e Federconsumatori hanno quindi scritto a Giorgio Napolitano affinché "l'anatocismo sia espunto una volta per tutte dal nostro ordinamento" e "siano smascherati gli autori" che hanno riproposto il provvedimento.

Dopo la denuncia di Giorgia Meloni (Fratelli d'Italia), che avvertiva come nel dl imprese fosse stato reintrodotto l'anatocismo bancario, il deputato del PD Francesco Boccia prometteva che "eventuali errori saranno modificati in Parlamento". Assicurazione che non sembra essere bastata ad Adusbef e Federconsumatori, visto che hanno inviato una lettera la Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, affinché l'anatocismo sia espunto una volta per tutte dal nostro ordinamento. In una nota, Adusbef e Federconsumatori sottolineano che l'anatocismo è stato reintrodotto "in sordina" dal governo Renzi, ricordando che tale pratica "consiste nel calcolare gli interessi sugli interessi delle somme contratte a debito da parte dei clienti" e per questo considerata dalle due associazioni dei consumatori "vera e propria pratica usuraria". Nel dettaglio, spiegano Adusbef e Federconsumatori, "con la nuova formulazione della norma, viene demandato al CICR il compito di determinare modalità e criteri per la produzione di interessi sugli interessi (riaffermando la legittimità dell'anatocismo), anche se con periodicità non inferiore a un anno prevedendo che fino all'adozione della delibera, dovrà applicarsi la precedente delibera CICR del 9 febbraio 2000 - aggiungendo - Altro punto saliente, la previsione che i contratti in corso e quelli conclusi nei due mesi successivi alla data di entrata in vigore del D.L. dovranno essere adeguati entro il termine di sei mesi dalla pubblicazione del decreto in G.U il 24 giugno 2014 con le seguenti modifiche:
1) la possibilità di anatocismo sugli interessi capitalizzati annualmente;
2) la limitazione dell'ambito della norma alle operazioni in conto corrente o in conto di pagamento;
3) la decorrenza della norma dal momento della pubblicazione della delibera CICR e, nelle more, l'applicazione della delibera del 2000;
4) la decorrenza delle nuove norme per i contratti conclusi a partire dal 60esimo giorno da oggi;
5) per i contratti in corso, l'adeguamento entro 6 mesi da oggi".
Le associazioni per la tutela dei diritti dei consumatori evidenziano infine con perplessità il fatto che il Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi dichiari di non sapere nulla del provvedimento che reintroduce l'anatocismo bancario. Ad oggi, inoltre, non si comprende ancora chi abbia inserito nel dl imprese la pratica dell'anatocismo. "Vogliamo che siano smascherati gli autori. I nemici del Paese che hanno reiterato una misura usuraria che mina diritti ormai consolidati dei cittadini. - dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti. - Al Presidente Napolitano abbiamo chiesto, inoltre, di intervenire con determinazione affinché tale norma sia, ancora una volta, cancellata ed espunta definitivamente dall'ordinamento italiano".

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