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Concorso scuola 2016: troppi bocciati. Flc Cgil: MIUR non vuole assumere tutti?

Cresce la polemica riguardo le troppe bocciature dopo la prova scritta del concorso scuola 2016 e si moltiplicano le richieste di accesso agli atti. La Flc Cgil scrive una lettera aperta a Stefania Giannini e domanda se per caso il MIUR, con la strategia delle non ammissioni alla prova orale, intende "bloccare una parte delle circa 63mila assunzioni previste dal bando".

Sono tante, troppe per chi ha sostenuto il concorso scuola 2016, le non ammissioni alle prove orali tanto che si moltiplicano le richieste di accesso agli atti. E così il segretario generale della Flc Cgil, Domenico Pantaleo, ha inviato una lettera al ministro dell'Istruzione Stefania Giannini perché dia risposte alle tante voci che in questi giorni stanno avvelenando il clima del concorso a cattedre, voci che arrivano a mettere in discussione l'adeguata preparazione dei docenti.

Nella lettera aperta datata 25 agosto si sottolinea in primis che il concorso scuola "è ormai nel mirino della stampa ogni giorno, rischiando di ridurre a farsa quello che dovrebbe essere un evento importante per il Ministero dell'Istruzione e per tutti i cittadini che beneficiano della scuola pubblica".

Al centro della diatriba il fatto che "il numero delle bocciature alle prove scritte sta diventando talmente inquietante da occupare pagine intere di giornali nazionali". Il sindacato della scuola si chiede quindi: "E' possibile che non superi gli scritti un alto numero di docenti laureati con titoli universitari aggiuntivi, che hanno frequentato le scuole di abilitazione spesso nelle università in cui si sono laureati, che si sono specializzati nel sostegno, con anni di servizio alle spalle?".

Ovviamente in una Italia dove già nel 2003 l'80% dei cittadini di età compresa tra i 16 e i 65 anni (ci sarà stato pure qualche docente, no?) era analfabeta funzionale la risposta non può che essere affermativa. Ma in questo caso ci si lamenta soprattutto del fatto che "non sono stati chiari i criteri di trasparenza" nello svolgimento del concorso a cattedre.

Ed infatti la Flc Cgil denuncia che "lo svolgimento del concorso come era presumibile sta avvenendo in un clima di approssimazione: commissioni inesistenti o messe in piedi all'ultimo momento, ritardi nella compilazione delle griglie di valutazione degli elaborati, prove non sempre coerenti con i programmi". Al ministro Giannini si sottolinea inoltre che "il compenso previsto per le commissioni si è rivelato talmente ridicolo e irrispettoso, 50 centesimi ad elaborato, che lo stesso governo ha dovuto decretare un parziale aumento che ad oggi non è ancora esigibile".

"Da qui - prosegue la lettera - le numerose defezioni dal ruolo di commissario con conseguente correzione degli elaborati da parte di commissari diversi, con una diversa impostazione. E tuttavia, ciò non è bastato per avere il numero necessario di commissari. Tutto ciò ha condotto alla boutade dei commissari scelti in base a comprovate esperienze".

Il sindacato domanda quindi alla Giannini se sia "possibile che il piano nazionale delle assunzioni previsto dalla legge 107 abbia creato una implosione tale negli organici da essere obbligati a bloccare almeno una parte delle circa 63mila assunzioni previste dal bando".

"Il Ministero dell'Istruzione non può scegliere di rimanere cieco e sordo di fronte all'ennesimo dramma provocato da scelte insensate, ha il dovere di intervenire per tutelare la dignità della scuola pubblica, sostenendo e difendendo la dignità e il futuro lavorativo di quanti hanno scelto di abilitarsi per insegnare nella scuola pubblica" si legge infine nella lettera aperta, con la Flc Cgil che chiede a Stefania Giannini di convocare finalmente un tavolo con i sindacati. La risposta del ministro si fa ancora attendere.

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