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Controllo pc da remoto: Renzi stralcia la norma ma non la straccia

All'interno del decreo antiterrorismo era stato approvato un emendamento che permetteva, in sostanza, allo Stato di controllare qualsiasi computer (Pc, Tablet o Smartphone compresi iPad e iPhone) da remoto. Matteo Renzi ha infine deciso di stralciare la norma. Ma non stracciare. Il controllo dei pc da remoto da parte dello Stato è solo rimandato.

All'interno del decreo antiterrorismo era stato approvato un emendamento che permetteva, in sostanza, allo Stato di controllare qualsiasi computer (Pc, Tablet o Smartphone compresi iPad e iPhone) da remoto. Come ha avvertito dal suo blog Stefano Quintarelli (Scelta Civica), il decreto antiterrorismo sarebbe andato a modificare il codice di procedura penale aggiungendo all’articolo 266-bis, comma 1, dopo le parole: «è consentita l’intercettazione del flusso di comunicazioni relativo a sistemi informatici o telematici ovvero intercorrente tra più sistemi», le seguenti: "anche attraverso l’impiego di strumenti o di programmi informatici per l’acquisizione da remoto delle comunicazioni e dei dati presenti in un sistema informatico". Quintarelli sottolineava: "Con questo emendamento l’Italia diventa, per quanto a me noto, il primo paese europeo che rende esplicitamente ed in via generalizzata legale e autorizzato la 'remote computer searches' e l’utilizzo di captatori occulti da parte dello Stato! - aggiungendo - Il fatto grave è che questo non lo fa in relazione a specifici reati di matrice terroristica (come fa pensare il provvedimento), ma per tutti i reati 'commessi mediante l’impiego di tecnologie informatiche o telematiche' (art.266 bis).

Il deputato di Scelta Civica quindi chiariva che se non sarebbe stato soppresso "per qualsiasi reato commesso a mezzo del computer - dalla diffamazione alla violazione del copyright o ai reati di opinione o all’ingiuria (per i quali sono previste le intercettazioni) - sarà consentito violare da remoto in modo occulto il domicilio informatico dei cittadini". Quintarelli osservava giustamente: "L'uso di captatori informatici (Trojan, Keylogger, sniffer ecc.ecc.) quale mezzo di ricerca delle prove da parte delle Autorità Statali (giudiziarie o di sicurezza) è controverso in tutti i paesi democratici per una ragione tecnica: con quei sistemi compio una delle operazioni più invasive che lo Stato possa fare nei confronti dei cittadini, poiché quella metodologia è contestualmente: una ispezione (art. 244 c.p.p.); una perquisizione (art. 247 c.p.p); una intercettazione di comunicazioni (266 c.p.p.); una acquisizione occulta di documenti e dati anche personali (253 c.p.p.). - concludendo - Tutte attività compiute in un luogo, i sistemi informatici privati, che equivalgono al domicilio. E tutte quelle attività vengono fatte al di fuori delle regole e dei limiti dettate per ognuna di esse dal Codice di Procedura Penale". La legge sul controllo dei pc da remoto, quindi andrebbe a violare i diritti previsti dall’articolo 13 e 15 della Costituzione.

Nonostante la gravità del fatto, il Garante della privacy Antonello Soro è rimasto solo "perplesso" in merito all'emendamento che "ammette le intercettazioni preventive (disposte dall'autorità di pubblica sicurezza nei confronti di meri sospettati), per i reati genericamente commessi on-line o comunque con strumenti informatici". La "perplessità" di Soro sembra comunque aver scosso l'attenzione di Matteo Renzi che ha infine deciso di stralciare la norma. Ma non stracciare. Il provvedimento, infatti, rispunterà a breve nel ddl intercettazioni già in esame in Commissione. E' il viceministro dell'Interno, Filippo Bubbico, lo stesso che aveva presentato il provvedimento, a chiarire: "Rimane confermata la volontà del governo su un rafforzamento delle misure di prevenzione e contrasto al terrorismo, oggi più che mai urgenti e necessarie. Ma abbiamo la necessità di contemperare le esigenze di sicurezza nella lotta al terrorismo con quelle di tutela della privacy, per questo motivo è utile approfondire il confronto e la riflessione sulla intercettazioni telematiche da remoto". A quanto pare, quindi, il controllo dei pc da remoto da parte dello Stato è solo rimandato.

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