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Fallito golpe in Turchia ma Erdogan teme ancora. USA ritarda condanna a colpo di Stato

E' fallito il tentativo di golpe in Turchia da parte di una "struttura parallela" dell'esercito. La popolazione ha seguito l'appello lanciato dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan e si è riversata nelle strade, pronta ad una guerra civile. Erdogan accuda l'imam Fethullah Gülen, il quale però condanna il tentativo di golpe. Arriva in ritardo invece la condanna da parte della comunità internazionale, USA in primis.

"Le forze armate turche hanno preso il completo controllo dell'amministrazione del Paese per ristabilire l'ordine costituzionale, i diritti umani e le libertà, lo stato di diritto e la sicurezza generale che erano stati danneggiati. Tutti gli accordi internazionali rimangono validi. Speriamo che tutte le nostre buone relazioni con tutti i Paesi continuino" annunciava in una comunicato l'esercito dopo che, attorno alle ore 22:00 di ieri sera, aveva riversato ad Ankara ed a Istanbul i carri armati per prendere il controllo della Turchia. Il colpo di Stato però è fallito, perché la popolazione ha seguito l'appello lanciato da Recep Tayyip Erdogan e si è riversata nelle strade sfidando la legge marziale ed il coprifuoco, pronta ad una guerra civile.

Ed infatti ad Ankara e Istanbul si è combattuto a lungo questa notte, ed il bilancio delle vittime è drammatico: sono quasi 200 i morti, tra cui 104 golpisti uccisi, oltre 100 poliziotti e soldati fedeli al governo, e almeno 47 civili. Oltre 1500 i militari arrestati perché "colpevoli di alto tradimento". Destituiti inoltre una trentina di colonnelli e cinque generali. Mentre la popolazione combatteva per mantenere in piedi il governo legittimamente eletto, Recep Tayyip Erdogan è salito invece su un aereo, che è rimasto in volo finché la situazione non si è stabilizzata.

I responsabili del golpe "sono ora nelle mani della giustizia" e subiranno "la punizione che meritano", assicura quindi il governo. Mehmet Muezzinoglu, vicepresidente del partito al governo Akp, ha dichiarato che l'esecutivo valuterà anche il ripristino della pena di morte per coloro che, nella notte, hanno tentato il golpe in Turchia. Il presidente della Turchia ha invitato comunque i cittadini a "continuare a mantenere il controllo delle strade anche stasera", pare attraverso l'invio di un SMS a tutta la popolazione turca. "Non importa a quale costo, perché un tentativo di riacutizzazione potrebbe accadere in qualsiasi momento" chiarisce Erdogan.

Anche se ad invadere Ankara sono stati i carri armati, il governo turco sembra essere convinto che a guidare la "struttura parallela" presente all'interno dell'esercito è un "terrorismo profondo", definizione che fa pensare ai militanti curdi del Pkk e ai fedeli dell'imam Fethullah Gúlen, il quale però ha condannato il colpo di Stato bollando come "irresponsabili" le accuse del Presidente. "Per qualcuno come me che ha sofferto sotto diversi colpi di Stato militari nelle ultime cinque decadi, è particolarmente offensivo essere accusato di avere legami con un tentativo del genere" ha dichiarato Gulen.

Ugualmente unanime la condanna da parte del partito filo curdo Hdp, del partito nazionalista Mhp e del Partito del popolo repubblicano Chp, quest'utimo il più grande partito di opposizione in Turchia.
La procura di Ankara ha invece aperto un fascicolo a carico dell'ex comandante dell'Aeronautica e membro del consiglio di sicurezza militare Akin Ozturk e del luogotenente generale delle truppe di terra Metin Iyidil. L'accusa è di alto tradimento nei confronti del Paese, delle istituzioni e dell'ordine democratico.

Interessante il fatto che la comunità internazionale prima di prendere una posizione ha atteso gli sviluppi del colpo di Stato. Con molto ritardo infatti gli Stati Uniti, attraverso Barack Obama, ha condannato il tentativo di golpe dichiarandosi poco enfaticamente "a favore del governo democraticamente eletto". Dopo la dichiarazione di Obama è arrivara quella di Angela Merkel, che ha ribadito il fatto che "l'ordine democratico deve essere rispettato". Solo attorno a mezzogiorno Matteo Renzi ha invece espresso "sollievo" per gli sviluppi in Turchia, il quale ha sottolineato: "La preoccupazione per una situazione fuori controllo in un partner NATO come la Turchia lascia spazio al prevalere della stabilità e delle istituzioni democratiche".

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