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Colesterolo: tutti ne parlano ma pochi "se lo misurano"

Tutti o quasi parlano di colesterolo ma per pochi è un "problema" di cui preoccuparsi, almeno fino a quando va tutto bene. Questo è sostanzialmente il rapporto tra gli italiani e il "loro" colesterolo, che porta a patologie che possono rivelarsi molto critiche. Ogni ora infatti in Italia 14 persone hanno un infarto.

Di colesterolo si parla ormai diffusamente da anni tanto che il termine (seppure spesso "svuotato" del suo significato) è entrato ormai a far parte del lessico "delle malattie" tipico delle "chiacchierate" di molti anziani. Eppure, anche se ben presente nell'immaginario collettivo, con la distinzione tra "colesterolo buono" e "colesterolo cattivo", e quasi immancabile in televisione con spot che promettono benefici con il consumo di varie specialità alimentari, il colesterolo rimarrebbe un pericolo sostanzialemente ignorato dai cittadini del Bel Paese. In un incontro sui trattamenti dell'ipercolesterolemia che ha presentato i nuovi risultati dello studio SHARP (Study of Heart And Renal Protection), il prof. Alberico Catapano (Università degli Studi di Milano e Presidente Eletto della Società Europea Aterosclerosi) e il prof. Claudio Borghi (Università degli Studi di Bologna) hanno spiegato quanto il colesterolo sia pericoloso. In un certo senso proprio per il fatto che viene troppo spesso ignorato dagli italiani. In Italia secondo le statistiche 20 persone su 100, oltre i 18 anni, non hanno mai controllato il proprio livello di colesterolo; la regione che presterebbe minor attenzione al colesterolo è la Sardegna mentre quella più attenta sarebbe l'Emilia Romagna. Eppure con un semplice controllo molte patologie legate all'apparato cardio circolatorio potrebbero essere evitate. In Italia infatti ogni ora 14 persone hanno un infarto, mentre 26 sono ospedalizzate per qualche problema legato ad aterosclerosi coronarica. Dice a proposito prof. Alberico Catapano: "E' dimostrato che per una riduzione di 40 mg di colesterolo si riduce del 25% il numero degli eventi ischemici e con una riduzione di 80 mg, si dimezzano".

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