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Riforma codice della strada: patente a punti per minori. Ritiro fino a procedimento penale

Approvato in Cosiglio dei Ministri un disegno di legge per la riforma del Codice della strada. Tra le norme previste, l'introduzione, anche per i conducenti minori di età, dell'istituto della patente a punti e il ritiro della patente fino a quando non è definito il procedimento penale per chi è colto alla guida di un'autovettura sotto l'influenza di sostanze stupefacenti e di alcool.

Il Consiglio dei Ministri del 26 luglio ha approvato un disegno di legge, proposto dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi, recante delega al Governo per la riforma del Codice della strada. Come si legge nel comunicato di Palazzo Chigi, "il vigente codice della strada si sviluppa in 240 articoli, a cui si aggiungono i 408 del regolamento di esecuzione. Peraltro, dal 1992 ad oggi, lo stesso è stato oggetto di più di 70 interventi legislativi, di cui alcuni particolarmente incisivi (vedi ad esempio la legge n. 120 del 2010) che ne hanno compromesso l'organicità e la chiarezza". Per questo motivo, "lo schema di disegno di legge in esame si prefigge di intervenire sul vigente codice della strada, non solo per razionalizzare i numerosi interventi legislativi sulla materia succedutisi nel tempo, ma anche per un intervento di 'manutenzione normativa' ".
Tra i principali interventi della riforma del codice della strada:
- la revisione della disciplina sanzionatoria, con misure di premialità in relazione a comportamenti virtuosi e misure riduttive dell'entità delle sanzioni in caso di pagamento delle stesse entro tempi ristretti;
- l'introduzione, anche con riferimento ai conducenti minori di età che guidano motocicli o quadricicli leggeri, dell'istituto della patente a punti;
- il ritiro della patente fino a quando non è definito il procedimento penale per chi è colto alla guida di un'autovettura sotto l'influenza di sostanze stupefacenti e/o di alcool;
- l'inasprimento delle sanzioni per comportamenti ritenuti particolarmente pericolosi per la sicurezza stradale e nei confronti dei recidivi;
- semplificazione burocratica nella presentazione dei ricorsi;
- l'adozione di misure di tutela dell'utenza debole, anche con riguardo a sistemi di maggiore visibilità notturna per i ciclisti;
- progettazione e costruzione di strade più sicure con espressa previsione di una moderna segnaletica e la creazione di infrastrutture ed arredi finalizzati anche alla sicurezza degli utilizzatori a due ruote.

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