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Codice degli appalti, CNA: non impoverire. Serve massimo opere da subappaltare

"In vista della fase cruciale del passaggio parlamentare sulla riforma del codice degli appalti, la CNA sottolinea alcune priorità sulle quali intervenire per evitare che si possa impoverire" dichiara in una nota il presidente della CNA, Daniele Vaccarino.

«In vista della fase cruciale del passaggio parlamentare sulla riforma del codice degli appalti, la CNA sottolinea alcune priorità sulle quali intervenire per evitare che si possa impoverire, sostanzialmente, la portata della riforma e soprattutto uno dei suoi principi cardine: la rimozione degli ostacoli all'accesso delle piccole imprese agli appalti pubblici» dichiara in una nota il presidente della CNA, Daniele Vaccarino.
«La CNA chiede di determinare il livello massimo della quota di opere da poter subappaltare. Oggi - sottolinea - non è previsto, tranne che per le opere specialistiche, e questo penalizza fortemente le micro e le piccole imprese, proprio quelle a cui viene affidata l'effettiva realizzazione dei lavori. E' necessaria, inoltre, una maggiore attenzione ai consorzi, strumento fondamentale per consentire la partecipazione delle piccole imprese al mercato degli appalti pubblici. La riforma, invece, al momento prevede solo un articolo di poche righe, rinviando tutto alla regolamentazione successiva".
"La riduzione degli articoli del codice degli appalti da 800 a 200 circa è, in linea di massima, apprezzabile perché punta a introdurre una decisa semplificazione. Desta perplessità, tuttavia, - conclude Vaccarino - che sia in larga parte demandata a successivi interventi, decreti e linee guida, senza prevedere il coinvolgimento dei soggetti interessati. Per questo motivo, la CNA ritiene indispensabile che venga previsto nella fase attuativa della riforma un confronto puntuale con le rappresentanze delle Pmi».

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