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Cirque du Soleil: quando il circo "moderno" taglia 400 posti di lavoro

Il Cirque du Soleil, il circo "moderno" che ha fatto del suo tendone quasi un telo da proiezione cinematografica, taglia 400 posti di lavoro a causa della rivalutazione del dollaro canadese e dell'aumento dei costi di produzione.

Anche il pluricelebrato e perfettamente "contemporaneo" Cirque du Soleil soffre la crisi economica mondiale. Fondato nel 1984 da Guy Laliberté, ex mangiatore di fuoco di 23 anni, a Montreal, il Cirque du Soleil, unendo una parte della tradizione circense (acrobati, giocolieri, mimi, clown) al mainstream del musical teatral-cinematografico (musica pop, effetti speciali, scenografie e luci) è riuscito a diventare, per lo spettatore medio globale, sinonimo di circo "moderno", e cioè, in un certo qual modo di circo che "odora" di "sala cinematografica". Ma questo grande spettacolo ormai "globale" incomincia a soffrire dei costi delle produzioni che pare diventino sempre più alti. La compagnia, che ha da sempre sede in Canada, ha quindi dovuto licenziare 400 lavoratori (su circa 5 mila) anche per via della rivalutazione del dollaro canadese. I lavoratori licenziati lavorano quasi tutti a Montreal, nella sede centrale della compagnia, e pare non siano bastati i 14 milioni di biglietti venduti lo scorso anno. Biglietti che hanno fatto fatturare al Cirque du Soleil circa un miliardo di dollari canadesi. "Stiamo cercando di rivedere le nostre spese per ridurle in modo significativo", ha spiegato un portavoce della compagnia.

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