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Nuova legge cinema: autofinanziamento del settore e stop censura di Stato

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge collegato alla manovra di finanza pubblica "Disciplina del Cinema, dell'Audiovisivo e dello Spettacolo". In particolare, viene creato il "Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e l'audiovisivo" attraverso una sorta di "autofinanziamento" della filiera produttiva. Sparisce inoltre la cosiddetta "censura di Stato"

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge collegato alla manovra di finanza pubblica "Disciplina del Cinema, dell'Audiovisivo e dello Spettacolo". L'obiettivo del provvedimento è quello di aumentare le risorse messe annualmente a disposizione dallo Stato all'industria del cinema e dell'audiovisivo. In particolare, viene creato il "Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e l'audiovisivo", per sostenere gli interventi per il cinema e l'audiovisivi attraverso incentivi fiscali e contributi automatici che unificano le attuali risorse del Fus Cinema e del Tax Credit. Il fondo sarà alimentato, sul modello francese, direttamente dagli introiti erariali già derivanti dalle attività di: programmazione e trasmissione televisiva; distribuzione cinematografica; proiezione cinematografica; erogazione di servizi di accesso ad internet da parte delle imprese telefoniche e di telecomunicazione. Pertanto, a decorrere dal 2017, una percentuale fissa (11/12%) del gettito Ires e IVA di questi settori verrà destinato al finanziamento del cinema e dell'audiovisivo. In sostanza, una sorta di "autofinanziamento" della filiera produttiva che viene incentivata a investire e innovare. Il governo prevede un incremento del 60% delle risorse finora disponibili, che così non potrà mai scendere sotto i 400 milioni di euro annui.

Nel disegno di legge è previsto inoltre un sostegno fino al 15% del nuovo Fondo Cinema dedicato alle opere prime e seconde, ai giovani autori, alle start-up e alle piccole sale. Vengono inoltre rafforzati i contributi a favore dei festival e delle rassegne di qualità e previsto un Piano nazionale per la digitalizzazione del patrimonio cinematografico e audiovisivo.

La nuova Legge Cinema prevede infine il potenziamento del credito di imposta. Sono rafforzati infatti i 6 Tax Credit per incentivare la produzione e la distribuzione cinematografica ed audiovisiva e per favorire l'attrazione di investimenti esteri nel settore cinematografico e audiovisivo. A beneficiare di incentivi fino al 30% per chi investe nel cinema e nell'audiovisivo le imprese di produzione, distribuzione, post-produzione; i distributori che programmano il cinema italiano, incentivando la concorrenza e aumentando le quote di mercato; le imprese italiane che lavorano per produzioni straniere; le imprese esterne al settore che investono nel cinema italiano; gli esercenti che gestiscono le sale. Il Tax credit invece aumenterà fino al 40% per i produttori indipendenti che si distribuiscono il film in proprio.

Con decreto del Mise e del Mibact viene istituita poi una sezione speciale del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, dotata di contabilità separata, destinata a garantire operazioni di finanziamento di prodotti audiovisivi. La sezione ha una dotazione iniziale di 5 milioni di euro a valere sul Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell'audiovisivo. Il disegno di legge prevede inoltre incentivi per chi ristruttura e investe in nuovi cinema, con un Piano straordinario fino a 100 milioni di euro in tre anni per riattivare le sale chiuse e aprirne di nuove.

Nasce infine il Consiglio superiore per il cinema e l'audiovisivo in sostituzione della Sezione Cinema della Consulta dello Spettacolo mentre sparisce la cosiddetta "censura di Stato" perché verranno abolite le commissioni ministeriali atte a valutare i film. Il provvedimento prevede infatti una delega al governo per definire un nuovo sistema di classificazione che responsabilizza i produttori e i distributori cinematografici: come già avviene in altri settori e sostanzialmente tutti i paesi occidentali, saranno gli stessi operatori a definire e classificare i propri film. Lo Stato interverrà e sanzionerà solo in caso di abusi. Infine, il governo è delegato a realizzare entro un anno il "Codice dello spettacolo" dove confluiranno la riforma delle fondazioni lirico-sinfoniche e il riassetto di tutti gli ambiti dello spettacolo: dal teatro, alla prosa, alla danza, agli spettacoli viaggianti e alle attività circensi.

"Questo provvedimento interviene in modo sistemico sulla disciplina del settore cinematografico e della produzione audiovisiva, razionalizzando e introducendo un nuovo meccanismo di attribuzione degli incentivi statali con ingenti risorse in più" assicura il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, ricordando che questo è "un intervento di riforma da lungo tempo atteso che riconosce il ruolo strategico dell'industria cinematografica, veicolo formidabile di formazione culturale e di promozione del paese all'estero". "Questo disegno di legge - conclude Franceschini - è frutto del tavolo di lavoro con tutte le parti interessate gestito insieme al sottosegretario Giacomelli. Il suo percorso in Parlamento si inserirà adesso nell'ottimo lavoro fatto finora al Senato sulla proposta di legge Di Giorgi".

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