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Giro di Padania: PRC assicura contestazioni per tutte le tappe

"Non si LEGA la bici" c'era scritto in uno striscione. E Ferrero, dopo aver manifestato a Mondovì ed essersi beccato anche degli spintoni, dichiara: "No pasaran!". Parte il Giro della Padania, contestata manifestazione sportiva che tappa dopo tappa promette di far saltare "il tappo" della contestazione.

E' partita ieri una discussa manifestazione ciclistica, il Giro della Padania. Il problema è che la Padania "non esiste" e, come diceva un rappresentante dei No DalMolin: "Non siamo contro la Padania, nel senso che essere contro la Padania, essere contro Babbo Natale o essere contro altri personaggi che non esistono non è il nostro scopo" (http://is.gd/Ax5RSm). Gli striscioni emblematici dei manifestanti come "Non si LEGA la bici" fanno capire anche un altro problema di questo giro, e cioè che, come ha dichiarato oggi Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista: "Il dirigente della Lega Nord Michelino Davico, nella sua duplice veste di sottosegretario agli interni e di presidente dell'associazione che ha organizzato la corsa, ci accusa di essere incivili. A Davico rispondo che il progetto della Lega Nord di secessione della Padania è un progetto eversivo e fuori dalla carta Costituzionale, che è indecente che la Federazione Ciclistica si sia piegata ai voleri della Lega Nord costruendo un evento sportivo che si caratterizza come pura propaganda di partito e che noi continueremo le contestazioni per tutta la durata della corsa". Il Giro della Padania è poi partito, puntuale, per la sua prima tappa, la Paesana-Laigueglia. Un folto gruppo del PRC ha contestato pacificamente la corsa mentre passava per Mondovì e le forze dell'ordine hanno effettuato "un'azione di contenimento, nessun tafferuglio" come ha sottolineato la questura. A capo dei manifestanti Paolo Ferrero che, con il tradizionale megafono "vecchio stampo" ha dimostrato che la politica "dei fatti" esiste ancora, tanto da far esultare nei social network non solo gli iscritti a Rifondazione Comunista ma tutti quelli che, memori del passato, non possono accettare il Giro della Padania. Un passato molto delicato per un presente molto fragile, come si può intendere dalle parole di Giuliano Ezzelini Storti della Federazione Sinistra Vicenza, raccolte da Antenna 3 (http://is.gd/Ax5RSm): "Perché (la gara, ndr) viene fatta in un momento storico particolare, il 150esimo dell'unità d'Italia e perché sostanzialmente si valicano quei luoghi sacri alla nostra terra e alla nostra Patria dove sono morti giovani di tutte le parti d'Italia per garantire la libertà e per garantire l'unità del nostro Paese sia nella prima che nella seconda guerra mondiale". Rincara la dose dopo la manifestazione Ferrero: "Nel 150 anniversario dell'Unità d'Italia e mentre il governo sta demolendo il contratto nazionale di Lavoro, la Lega si tolga dalla testa di poter organizzare le sue pagliacciate senza che nessuno la contesti. Ho fatto abbastanza chilometri piegato sul manubrio di una bicicletta da corsa per indignarmi dell'uso distorto e di regime che la Lega vuole fare del ciclismo. No pasaran!".

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