le notizie che fanno testo, dal 2010

Giro d'Italia, Wouter Weylandt muore cadendo. Ordinata autopsia

Muore cadendo durante la discesa dal Passo del Bocco il ciclista belga della Leopard Woutr Weylandt, a soli 20 km dalla fine della terza tappa. Sgomento nel mondo del ciclismo. La magistratura ordina di eseguire l'autopsia sul corpo.

Il direttore del Giro d'Italia, Angelo Zomegnan, non sembra ancora crederci di quanto accaduto lunedì 9 maggio durante la discesa dal Passo del Bocco, quando il ciclista belga della Leopard Woutr Weylandt cade a soli 20 km dalla fine della terza tappa e muore. Woutr Weylandt cade tragicamente, probabilmente dopo aver perso il controllo della bici, scendendo il Passo del Bocco formato da curve-tornanti e semirettilinei, sbatte violentemente il volto, sembra su un muro, e perde i sensi. Per una quarantina di minuti si cerca di fare il possibile per salvare la vita a quel ragazzo di 26 anni, sposato e in attesa di diventare padre, e le cui condizioni sono apparse immediatamente gravissime. Si cerca dapprima con un messaggio cardiaco in attesa dell'elisoccorso del 118, che però non riesce a issare il ciclista a causa del luogo troppo impervio dove è avvenuto l'incidente. Intervengono anche i pompieri, mentre le immagini della tragedia vengono trasmesse in TV, e alla fine la notizia della tragica scomparsa. L'organizzazione del Giro, naturalmente, ha annullato il cerimoniale della tappa e non vi è stato nessun festeggiamento per i vincitori. "Domani mattina (10 maggio, ndr) ripeteremo quanto fatto ad Alba in memoria e ricordo di Pietro Ferrero, per domani pomeriggio, a seconda di quello che accadrà in giornata, spegneremo la musica, cancelleremo la festa, terremo i toni bassi come è accaduto durante gli ultimi dieci chilometri di questa sciagurata tappa" spiega alquanto scosso il direttore del Giro d'Italia, Angelo Zomegnan. "C'è al lavoro la magistratura per stabilire la dinamica dell'incidente - continua Angelo Zomegnan - una ricostruzione che avverrà attraverso la testimonianza dei corridori che erano vicini a Wouter in quel momento. Ricostruzione in cui, ovviamente, non dobbiamo nè vogliamo intervenire". Nella serata di ieri, infatti, il sostituto procuratore di Chiavari, Francesco Brancaccio, ha incaricato l'anatomopatologo Armando Mannucci di eseguire l'autopsia sul corpo del ciclista belga Wouter Weylandt. "Ho vissuto drammi così e quando succedono queste cose la sera il pensiero è fare le valigie e andare a casa. Il Giro forse non conta più niente, ma un evento come questo non puoi annullarlo dopo così tanta preparazione" racconta ai microfoni di Sky Felice Gimondi, ex ciclista, vincitore di Tour de France, Giro d'Italia e Vuelta, che spiega di aver capito immediatamente che c'era "un dramma in corso". "Ho visto in diretta le immagini della caduta ed ho capito subito che la situazione era grave. Bisogna pensare che queste cadute possano capitare in ogni gara e se cadi male può capitare anche questo, ma non dipende dal percorso della tappa. Le corse sono sempre state pericolose. Il tratto della caduta non sembrava pericoloso eppure Weylandt non ce l'ha fatta" commenta Francesco Moser, ai microfoni di Radio Sportiva, sottolineando che "adesso ci saranno delle discussioni se continuare o no il Giro, ma credo si andrà avanti - spiegando - Le cadute ci saranno tutti i giorni e ne vedremo tante altre. La caduta di oggi può succedere in qualsiasi tappa; possiamo solo sperare che non se ne ripetano altre".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: