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Seno rifatto: protesi aggiustabili a "pompetta". Ma non è per indecise

Da ora in poi "pomparsi" il seno potrebbe avere un significato quasi letterale. Arrivano dagli USA i nuovi impianti dalla taglia regolabile "a pompetta", cioè in cui il chirurgo può iniettare nuova soluzione fisiologica per aumentare anche del 30 per cento il loro volume. Ma non è un gioco.

Sembra uno scherzo ma in realtà le protesi per il seno con "pompetta" esistono e non sono una novità, almeno negli Stati Uniti (http://is.gd/qs7MbM). In Italia queste "nuove" protesi sarebbero arrivate relativamente da poco e già c'è chi starebbe pensando di rifarsi un seno "work in progress" (almeno nelle dimensioni). Se si fa un giro per la rete (ma anche le statistiche lo confermano) le donne che si rifanno il seno spesso non sono soddisfatte della taglia "ottenuta", desiderando da subito "una misura in più" di quella che il chirurgo ha impiantato loro nel petto. Per questo le protesi "aggiustabili" sarebbero la soluzione "definitiva" per le "indecise": una "pompatina" e il decolleté sarebbe, chirurgicamente, "à la carte". Ovviamente le speranze e le aspettative superano di gran lunga le tecnologie e "gonfiare" i seni, con questo tipo di protesi, non può essere certamente assimilabile a insufflare aria in un giubbotto di salvataggio. Queste protesi mammarie infatti vengono impiantate corredate di una "valvola", sottocutanea, che il chirurgo può raggiungere per iniettare nuova soluzione salina. A seconda della soluzione inserita nella protesi si ha chiaramente un aumento di volume del seno, con un aumento massimo del 30 per cento. Il "pompaggio" di solito viene fatto da 6 mesi a un anno dall'operazione chirurgica di impianto. Nate per esigenze particolari, ad esempio per le pazienti che hanno dovuto subire degli interventi curativi "importanti" ai seni, ora la "moda" delle "protesi aggiustabili" potrebbe diventare, secondo gli esperti, quella scusa per l'"aggiustatina facile", quella cioè senza "ritornare" in sala operatoria (anche se la "pompata" è chiaramente una piccola operazione anch'essa). Come tutte le protesi anche questa non è per le "indecise" dato che ogni intervento chirurgico rappresenta sempre una questione molto seria da valutare con uno specialista, anche psicologico. Come raccomanda Giulio Basoccu, chirurgo estetico e primario della Divisione di Chirurgia plastica, estetica e ricostruttiva dell'Istituto Neurotraumatologico Italiano (Ini) dalle pagine di Tiscali: "Queste protesi sono sicure ma vanno utilizzate se c'è un'indicazione precisa". Di certo, conclude Basoccu "non per un 'capriccio' o per assecondare la smania, immotivata, di un seno sempre più grande" (http://is.gd/5tOB8H).

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