le notizie che fanno testo, dal 2010

Protesi seno, divieto per minorenni e obbligo impianto da specialisti

Il Parlamento approva la legge che vieta di impiantare protesi al seno sulle minorenni per fini estetitici . Inoltre, vengono istituiti i registri regionali e nazionale e si introduce l'obbligo di impiantare le protesi mammarie solo da specialisti.

La commissione Affari sociali della Camera, il 22 maggio, dà il definitivo via libera al ddl che istituisce i registri regionali e nazionale delle protesi mammarie, e che vieta di impiantare protesi al seno sulle minorenni per fini estetitici, tanto che l'unica eccezione ammessa è il dimostrare che la paziente non presenti "gravi malformazioni congenite".
Il chirurgo che non rispetterà tale divieto, e che quindi impianterà protesi al seno di una ragazza di età inferiore ai 18 anni (anche se con il consenso dei genitori) rischia una multa fino a 20mila euro (somma aumentata nel corso dell'iter legislativo, visto che inizialmente era fissata a 5mila euro) ma anche tre mesi di sospensione dall'attività medica.
La legge che vieta di eseguire interventi di plastica al seno per le minorenni, sottolinea comunque Giovanni Botti, presidente di Aicpe (Associazione italiana chirurghi plastici estetici), "influirà ben poco nella vita pratica della stragrande maggioranza dei chirurghi plastici italiani, visto che già interventi di questo tipo non venivano praticati o lo erano in percentuali davvero risibili".
L'Aicpe invece dichiara al contempo di essere molto soddisfatta per "l'istituzione del registro di protesi al seno" visto che da anni, precisa in una nota Giovanni Botti, l'Associazione cerca di ottenere maggiori regole nel settore.
La normativa prevede, inoltre, che il Ministero della Salute invii ogni anno al Parlamento uno relazione dove si analizzano i dati raccolti dai registri regionali.
L'Aicpe fa notare poi come nella legge appena approvata ci sia infine un'altra "novità sostanziale", e cioè quella che "riguarda l'obbligo di impiantare le protesi mammarie solo da specialisti in chirurgia plastica, chirurgia generale e ginecologia o da chi, alla data di entrata in vigore della legge, può dimostrare di avere svolto un'attività equipollente a quella della chirurgia plastica negli ultimi cinque anni".
Tale regola è una "rivoluzione epocale", come la definisce l'Aicpe, "in quanto sancisce il principio della competenza nel nostro campo, dove purtroppo abbondano i professionisti improvvisati".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: