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Chirurgia plastica: in Cina anche da parrucchiere. Ma per fisiognomica

La chirurgia plastica in Cina si diffonde come in nessuna parte del mondo tanto che il Paese comunista potrebbe essere il primo al mondo in quanto a richiesta sopra Stati Uniti e Brasile. Ma i motivi che spingono i cinesi al fatale "ritocchino" potrebbero risultare "strani" agli occidentali. Ad esempio farsi la "gobba" sul naso.

La chirurgia plastica vive un vero e proprio boom in Cina. Nel Paese retto dal Partito Comunista Cinese dove "il sistema politico elettivo degli organismi di governo è quello della democrazia popolare su modello dei soviet della Russia Sovietica" (Wikipedia) unito ad un sistema capitalista dove il rispetto dei diritti umani e religiosi sono spesso un "optional" (tanto da affascinare qualche politico in occidente), arriva la moda dei "ritocchini". E così i nuovi ricchi e la "classe media" in Cina si mettono sotto i ferri sia per motivi "occidentali" sia per motivi "orientali", come si legge nell'interessante report pubblicato dall' AICPE, l'Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica . La chirurgia plastica cinese va talmente a gonfie vele tanto da entrare al quarto posto nel paniere delle spese voluttuarie, dopo abitazioni di lusso, auto e viaggi. La Cina secondo dati Isaps (International Society of Aestethic and Plastic Surgery) sarebbe infatti la terza nazione al mondo per richiesta per richiesta di chirurgia plastica dopo Stati Uniti e Brasile. "Un risultato ancor più sorprendente, se si considera che fino a 15 anni fa gli interventi di chirurgia plastica erano limitati alla parte ricostruttiva", afferma Giovanni Botti presidente dell'AICPE. Il presidente dell'AICPE è stato invitato a Shangai come portavoce dell'esperienza italiana al Congresso medico IMCAS China, che si è svolto nei primi giorni di settembre nel Paese degli occhi a mandorla. Ma la "voglia" di chirurgia plastica in Cina sembra così inarrestabile che già oggi potrebbe essere il primo Paese con il maggior numero di interventi al mondo. Come si legge sulla nota dell'AICPE è però difficile collezionare dei dati precisi sul primato dato che, come spiega il presidente dell'AICPE "molti interventi vengono tuttora praticati in maniera 'non ufficiale' in centri non autorizzati e adeguatamente attrezzati, se non addirittura in saloni di bellezza o dal parrucchiere. Questo ha causato numerosi incidenti, che hanno colpito anche personaggi dello spettacolo, tanto da spingere il governo cinese a una politica di controlli più frequenti e maggiori restrizioni".

Interessanti i motivi per cui i cinesi ricorrono alla chirurgia plastica, come si continua a leggere nella nota: "Nel congresso di Shangai è emerso come lo sviluppo tumultuoso della chirurgia estetica in Cina sia in gran parte basato sulla convinzione, diffusa peraltro anche nei paesi occidentali, che un aspetto più piacevole possa aumentare le possibilità di trovare un partner e di avere successo nella vita professionale. Un altro fattore che contribuisce alla mania del ritocchino cinese ha radici nella tradizione, in particolare nella fisiognomica, una scienza antica ancora oggi diffusa, che riesce a trovare connessioni fra i tratti del viso e del corpo ed il carattere individuale. Su questa base gli esperti arrivano persino a fare anche predizioni sul futuro". Ma per comprendere quanto "non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace" e, in tempi moderni, è bello ciò che la televisione impone, ecco un altro dato interessante fornito dal Presidente dell'AICPE Giovanni Botti: "Se da noi nella maggior parte dei casi si toglie la gobba, da loro la si mette. Il professor Jianxing Song, uno dei più noti chirurghi plastici cinesi, ha presentato una serie di risultati nei quali le foto post-operatorie mostravano un naso con una leggera gibbosità, molto apprezzata dai giovani orientali, mentre prima dell'intervento il naso era vagamente insellato, come sognerebbero di avere, ad esempio, alcune ragazze italiane. Per ottenere questo risultato, per noi davvero curioso, i colleghi cinesi inseriscono di solito particolari protesi, di silicone nelle regioni sud-orientali, dove la pelle è più spessa e robusta e quindi tollera di più, oppure in Medpor nelle aree del nord, dove viene utilizzata anche cartilagine autologa, prelevata dagli orecchi o dalle costole".

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