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Chirurgia estetica: quando lifting e liposuzione solo solo per lui

Finito il tempo in cui, dalla notte dei tempi, l'uomo aveva "da puzzà" per mostrare "feromonicamente" la propria virilità, il Maschio 2.0 italiano, assolutamente "retinico" come avrebbe detto Marcel Duchamp, ricorre sempre più spesso alla chirurgia estetica. Prima di rinchiudersi in bagno, per incremarsi, naturalmente.

Ad alcune donne fa ancora una certa impressione un uomo che in bagno rimane molto più di una signora, soprattutto se è per questioni di "trucco e parrucco", naturalmente. Accantonato definitivamente il modello dell'uomo che "ha da puzzà", il maschio italiano diventa sempre più un mero "modello" tout court. E non solo per il fatto che ormai il "capello" deve essere sempre perfetto, così come i vestiti sempre alla moda (compreso l'underware), e gli accessori (compreso il redivivo borsello) necessariamente coordinati e in "pendant" con le scarpe. Senza dimenticare la forma fisica che deve essere "scolpita" quanto l'armatura nera di Batman (quello con "dentro" Christian Bale, naturalmente) e la cura quotidiana fatta di creme e cremine compresi fanghi e depilazione totale dall'estetista. Ma tutto questo per il nuovo maschio italiano, sempre più "metrosexual" anche quando abita in paesini con una manciata di abitanti, non poteva bastare. Per essere in qualche modo "passabili" quando ci si ammira allo specchio, ben prima di incontrare lo sguardo dell'altra metà del cielo, ecco arrivare prepotentemente il ricorso alla "chirurgia estetica". Il mensile GQ che dedica la copertina a Michael Fassbender, l'emblematico protagonista di Shame (in uscita nel 2012), e nel suo nuovo appuntamento in edicola cerca di dare "i numeri" non solo sui "vizietti" dei maschi davanti al computer (immaginabili) ma anche sui "mezzi chirurgici" dei "nuovi" uomini italiani. GQ afferma che, secondo le stime raccolte dal professor Francesco Conte (presidente della società italiana di chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica), il fenomeno della chirurgia plastica "maschile" è sempre "più rilevante" dato che il "30% di tutti coloro che si avvalgono della chirurgia plastica ed estetica, infatti, è di sesso maschile". Ma quali sono gli interventi più richiesti dal Maschio Italiano 2.0? Spiega GQ in un comunicato: "al primo posto il classico autotrapianto di capelli (29% delle richieste), seguito a sorpresa da liposuzione a fianchi, addome e petto (22%). Il 18% delle richieste riguarda invece il rifacimento del naso, seguito dal classico lifting (12%) e da una meno usuale lipoaspirazione al collo (10%)". Ma il mensile della Condé Nast rivela anche che "il 5% degli italiani desidera invece ritoccare le proprie palpebre con una blefaroplastica mentre il 4% richiede altri tipi di interventi tra cui non manca la falloplastica". Ma il dato più sconcertante, sempre per quelle donne che faranno tardi al lavoro se il loro "partner fashion" non uscirà dal bagno, è questo altro dato che GQ fornisce senza timidezza: "Dal 1997 a oggi, gli interventi di chirurgia plastica ed estetica effettuati su pazienti di sesso maschile sono aumentati di quasi il 90%, per un totale di 150 mila all'anno".

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