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Chirurgia estetica e plastica: le nuove linee guida dell'Aicpe

A due anni dalla prima pubblicazione, l'Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (Aicpe) pubblica un aggiornamento delle linee guida che descrivono i principali interventi di chirurgia estetica e plastica: dalla liposuzione al lipofilling, filler e botulino passando dalla blefaroplastica, rinoplastica e lifting.

A due anni dalla prima pubblicazione, l'Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (Aicpe) pubblica un aggiornamento delle linee guida che descrivono i principali interventi di chirurgia estetica. Seguendo le indicazioni del Ministero della Salute, le linee guida sono utilizzate non solo da medici e pazienti, ma anche dai tribunali nella valutazione della responsabilità professionale dei chirurghi plastici. "In questi due anni le linee guida sono state consultate da medici legali e magistrati, aiutando a fare chiarezza giuridica in molti processi a carico di chirurghi plastici. Non solo: l'International Society of Aesthetic Plastic Surgery (Isaps) ha richiesto le linee guida italiane, che saranno utilizzate per la preparazione di un documento analogo di uso internazionale da diffondere a tutte le società di chirurgia plastica estetica mondiali" spiega in una nota Mario Pelle Ceravolo, presidente Aicpe, precisando che le loro "costituiscono il primo e unico esempio in Italia di compendio di raccomandazioni comportamentali in chirurgia estetica".

"Adesso abbiamo voluto aggiornare lo scritto, sottoporlo a un'accurata revisione e operare le necessarie modifiche per attualizzarlo e renderlo ancora più utile e valido per addetti ai lavori e pazienti" prosegue Pelle Ceravolo. Aicpe evidenzia infatti che l'obiettivo è rendere il documento sempre aggiornato "con le novità tecniche e le ultime scoperte scientifiche". Ad esempio nelle nuove linee guida "sono state introdotte modifiche per la liposuzione, intervento per l'eliminazione del grasso in eccesso che risulta il più praticato in Italia, alla luce delle nuove tecniche laser e di radiofrequenza, e per il lipofilling, ossia il trapianto di grasso, per cui sono state aggiunti degli accorgimenti su come perfezionare il processo per avere un risultato di attecchimento migliore".

"Le linee guida sono state realizzate in base all'esperienza di specialisti" come Roberto Bracaglia, chirurgo plastico già primario al Policlinico di Roma e docente all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, che "da anni si dedicano solo all'aspetto estetico della chirurgia plastica. Si spiega non solo come eseguire un intervento, ma anche i limiti di ciascuna operazione e l'eccesso di aspettative del paziente, che spesso è la principale controindicazione a operare" chiarisce nella nota Gianluca Campiglio, membro del direttivo Aicpe e segretario di Isaps.

Nel nuovo documento si stabilisce per esempio che "con la blefaroplastica, il ringiovanimento dello sguardo, non è possibile eliminare tutte le rughe o le pieghe della cute palpebrale e nemmeno le occhiaie, che anzi aumentano se ci si espone al sole nei primi tre mesi dopo l'operazione" mentre "per quanto riguarda il lifting del viso la controindicazione principale è l'eccesso di attese del paziente che non può pensare di ritrovare la freschezza dei vent'anni".
"La sala operatoria resta l'unica soluzione per chi vuole ringiovanire il volto: - si stabilisce - lipofilling, filler e botulino possono migliore l'aspetto del viso in casi di invecchiamento non troppo avanzato, ma non hanno effetti sul rilassamento dei tessuti, in particolare per mandibole e mento. Anche per la rinoplastica, il rimodellamento del naso, la sola alternativa percorribile è il bisturi, anche se per difetti moderati si possono usare lipofilling e filler. Nessuna speranza, invece, per chi ha la punta del naso con la cute grossa e spessa: resterà sempre bulbosa anche con l'intervento, in quanto mantiene la memoria della forma".
Per la liposuzione, invece, "il paziente ideale è un paziente normopeso con accumuli localizzati. Se la pelle è poco elastica o sovrappeso c'è la possibilità di avere risultati meno validi, e l'indicazione è non aspirare più del 7% del peso del paziente: percentuali maggiori sono possibili solo dopo aver valutato le condizioni della paziente e ricoverandolo in una struttura protetta" si avverte infine.
La nuova edizione delle nuove linee guida è allegata al numero di dicembre della rivista Minerva Medica.

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