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Memoria ed "effetto Google": internet la "chiavetta" del cervello

La memoria dell'Uomo 2.0 è sempre più "condivisa", "collettiva" e per dirla difficile "transattiva". In poche parole, secondo una nuova ricerca della Columbia University, internet sarebbe la periferica mnemonica del cervello umano che oggi passa al convento. E che si impigrisce fino all'amnesia.

La tecnologia cambia il nostro cervello, almeno questo dicono le ricerche delle università più prestigiose del mondo. L'Uomo 2.0 perde sempre più materia grigia delegando alle reti di computer le sue funzioni vitali (e salva vita), come ad esempio la memoria. E sembra anche ben contento di questa novità, quasi come un Borg di Star Trek. Un nuovo studio effettuato da Betsy Sparrow della Columbia University e pubblicato su Science, dimostrerebbe che il cervello dell'uomo moderno soffre di un fastidioso "effetto Google" che sostanzialmente produce, con il tempo e la pigrizia mentale, una certa "perdita di memoria" o meglio una sorta di impedimento del cervello per quanto riguarda la funzione del "ricordare". Le conclusioni dello studio americano ricordano molto da vicino certi racconti di fantascienza sociologica degli anni '60 quando i più acuti osservatori, Isaac Asimov in primis, scrivevano racconti dove i bambini del futuro (cioè quelli del nostro presente) si sarebbero stupiti del fatto che i calcoli matematici si potessero "fare anche a mano". Betsy Sparrow della Columbia University non ha alcun dubbio: "Sin dall'avvento dei motori di ricerca, stiamo riorganizzando il modo di ricordare le cose. - e continua - I nostri cervelli affidano la memoria ad Internet nello stesso modo in cui la affidiamo ad un amico, ad un familiare o a un collega di lavoro". Insomma, la "memoria collettiva" tanto cara alla psicologia di qualche tempo fa, torna prepotentemente in auge in salsa digitale. La ricercatrice americana segnala poi quanto l'uomo moderno ricordi sempre meno "l'informazione in sé" a causa dell'"effetto Google" ma punti sempre più a sapere dove le informazioni possano essere trovate, e questo ha un unico e monolitico indirizzo ai giorni nostri: Google, appunto. La "memoria transattiva" rappresenta quindi il futuro della "transumanità"? Se non ricordate che cosa sia la "memoria transattiva" e il "transumanesimo", ecco, questo è parte dello studio della Sparrow. Sparrow...ma non vi ricorda qualcosa?

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