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Malattie mentali:la più grande sfida del 21esimo secolo ma pochi fondi

Secondo uno studio le malattie mentali e neurologiche colpirebbero il 38% dei cittadini europei. "I disordini mentali sono diventati la più grande sfida del 21esimo secolo in termini di salute", spiega Wittchen, il direttore della ricerca.

Secondo uno studio condotto e pubblicato sul proprio sito dall' "European College of Neuropsychopharmacology", le malattie mentali e neurologiche colpirebbero il 38% dei cittadini europei. La ricerca, durata tre anni, ha coinvolto 514 milioni di persone di 30 Paesi dell'UE, più Norvegia, Islanda e Svizzera ed ha concluso che ogni anno circa 164.800 persone del nostro mondo "civilizzato" sarebbero colpite da malattie mentali e neurologiche e soffrirebbero principalmente di problemi come ansia, insonnia, depressione e demenza. Senza dimenticare i disturbi neurologici, potenzialmente invalidanti, come l'ictus, le varie forme di sclerosi e il morbo di Parkinson. Lo studio ha interessato, contemporaneamente, soggetti di tutte le fasce d'età: bambini e adolescenti dai 2 ai 17 anni, adulti dai 18 ai 65 anni, e anziani ultrassessantacinquenni, arrivando alla conclusione che i disturbi mentali possono presentarsi a tutte le età, colpendo i giovani al pari degli anziani(le differenze spesso derivano dalla frequenza delle diagnosi) e che solo un terzo dei pazienti ottiene la terapia e i farmaci necessari alla cura. Secondo il direttore della ricerca, il professor Hans Ulrich Wittchen "i disordini mentali sono diventati la più grande sfida del 21esimo secolo in termini di salute. Purtroppo alcune grandi aziende farmaceutiche non stanno più investendo in ricerca, lasciando a carico dei governi e delle associazioni l'onere di stanziare i fondi per le neuroscienze". Il grido d'allarme dell' "European College of Neuropsychopharmacology" punta alla sensibilizzazione dei capi di Stato e di governo, non foss'altro per il peso economico che queste malattie hanno sul bilancio degli Stati. L'ultimo studio ad hoc, risalente al 2005, aveva quantificato il peso economico di queste patologie in circa 386 miliardi di euro all'anno.

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