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Cervello: scoperti i neuroni della memoria personale a "lungo termine"

Grazie alla risonanza magnetica funzionale, una ricerca dell'Università Schleswig-Holstein in Germania avrebbe trovato un gruppo di cellule dove il cervello memorizzerebbe i ricordi a "lungo termine" concernenti la propia esperienza personale. Lo studio potrebbe essere utile per capire le amnesie.

La scoperta è affascinante e ricorda le ricerche di Wilder Penfield rimodulate dalla fantasia di Philip K. Dick. Dei ricercatori del dipartimento di neurologia dell'Università Schleswig-Holstein in Germania, capitanati da Thorsten Bartsch (http://is.gd/wx7Ikj) avrebbero scoperto il luogo in cui risiedono i "ricordi a lungo termine" che riguardano se stessi, ovvero quei ricordi lontani che ci possono portare con la mente a rivivere situazioni personali lontane nel tempo. La ricerca si avvale, come ormai "grimaldello" classico di questo tipo di studi, della risonanza magnetica funzionale (fMRI) che ha scandagliato la mente di pazienti sani e di quelli con una grave forma di amnesia. Il risultato nei monitor della macchina ha rilevato che una certa parte del cervello "si accende" quando "guarda al passato" ed è rappresentata da un gruppetto di cellule, chiamate CA1 che risiedono nell'ippocampo. Questo gruppo di cellule conserverebbero i dati sulla "percezione di se stessi" e consentirebbero di "viaggiare nel tempo", ovviamente dei ricordi. La scoperta potrebbe essere utile per i pazienti affetti da amnesie e da malattie come l'Alzheimer.

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