le notizie che fanno testo, dal 2010

Cervello è "plastico" se "addestrato", come i piloti di Formula 1

Uno studio avrebbe dimostrato come "l'addestramento dei piloti" di Formula 1, "la loro abitudine ad elevate prestazioni, ha un effetto plastico sul cervello, lo modifica in qualche modo", come spiega Pietro Pietrini del Dipartimento di Medicina di laboratorio e diagnostica molecolare dell'Università di Pisa.

Il dottorando pisano Giorgio Bernardi, dell'unità operativa di Biochimica clinica del Dipartimento di Medicina di laboratorio e diagnostica molecolare dell'Università di Pisa, ha sottoposto a risonanza magnetica alcuni piloti di Formula 1 e altri soggetti naive, (cioè non esperti del campo), durante la quale dovevano rispondere a puntuali test visuo-motori. Lo studio, condotto in collaborazione con il Dipartimento di Medicina interna dell'Azienda ospedaliero universitaria pisana e con Formula Medicine di Viareggio, avrebbe dimostrato come "l'addestramento dei piloti, la loro abitudine ad elevate prestazioni, ha un effetto plastico sul cervello, lo modifica in qualche modo" spiega il responsabile del Dipartimento, Pietro Pietrini, sottolineando che "proprio l'addestramento può risultare molto utile in caso di terapie riabilitative conseguenti a danni cerebrali". In poche parole un cervello "addestrato" è "plastico", e cioè verrebbe dimostrato la sua capacità a "migliorare" se adeguatamente stimolato. Attraverso la risonanza magnetica funzionale si sarebbe evidenziato "come l'addestramento dei piloti fornisca risultati assai diversi rispetto a quelli dei soggetti normali" tanto che "per la prima volta è stato possibile misurare come diversi gruppi di neuroni parlano tra di loro" spiega ancora Pietrini, sottolineando come tali risultati potrebbero avere "importanti implicazioni anche per lo sviluppo di strategie riabilitative in pazienti con ictus o altri danni cerebrali".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: