le notizie che fanno testo, dal 2010

CNR, meno calorie, cervello "ringiovanisce". La fame aguzza l'ingegno?

Tempi di crisi? Si tira la cinghia? Buone notizie dalla ricerca scientifica italiana: diminuire le calorie giova alla plasticità del cervello. "Una limitata diminuzione di cibo può avere effetti sorprendenti sull'aspettativa di vita media in una grande varietà di specie", dice una ricercatrice.

La saggezza popolare ha sempre affermato che "la fame aguzza l'ingegno" e, in un certo qual modo, ora è arrivata la conferma scientifica, almeno nelle sperimentazioni di laboratorio sui topi. Il merito di studiare la relazione tra "riduzione di cibo e capacità di recuperare i danni del cervello" va ai laboratori del Cnr di Pisa e in particolare al team dell'Istituto di neuroscienze del Cnr di Pisa guidato da Lamberto Maffei. Lo studio è stato pubblicato su Nature Communications ("Food restriction enhances visual cortex plasticity in adulthood" http://is.gd/uMuIU0) e si basa sull'osservazione dell'ambliopia nei topi adulti. Maria Spolidoro, ricercatrice dell'In-Cnr di Pisa spiega il nesso tra riduzione del cibo e "ringiovanimento del cervello": "Abbiamo dimostrato che una lieve riduzione delle calorie ingerite ha un forte impatto sulla plasticità del cervello, quella caratteristica che ci permette di apprendere, memorizzare e promuovere il recupero da danni cerebrali di vario genere". In questo caso la "cartina di tornasole" è stata proprio l'ambliopia nei topi; lo studio è stato realizzato principalmente sulla plasticità del sistema visivo, utilizzando la deprivazione monoculare, perché come continua a spiegare Maria Spolidoro: "Una procedura che, effettuata durante le fasi precoci dello sviluppo postnatale, determina cambiamenti funzionali e anatomici a livello della corteccia visiva primaria binoculare ed è modello sperimentale per una delle patologie più diffuse della vista, l'ambliopia (nota anche come ‘occhio pigro'). Tale patologia, la cui incidenza nella popolazione umana raggiunge l'1-4 per cento, può essere indotta solo da alterazioni della vista presenti in età precoce: il suo trattamento risulta pertanto inefficace se ritardato all'età adulta". Ed ecco quindi la novità della ricerca dei ricercatori del CNR di Pisa: "Lo studio, invece, ha dimostrato come la restrizione calorica induca cambiamenti molecolari noti per essere correlati con un innalzamento della plasticità ed ha consentito, pertanto, di intervenire sull'ambliopia anche in ratti adulti", afferma Spolidoro. In una società che consuma troppo sale (la media italiana è di circa 11 grammi al giorno), che tende all'obesità e al comsumo "compulsivo" del cibo, la diminuzione dell'apporto calorico potrebbe favorire probabilmente anche una ripresa "intellettiva" delle persone, aumentandone la plasticità del cervello. Il che in Italia, per i tempi che corrono, non sarebbe cosa di poco conto. Maria Spolidoro si sofferma ancora sul fenomeno, ricordando che: "Una limitata diminuzione di cibo può avere effetti sorprendenti sull'aspettativa di vita media in una grande varietà di specie: dai lieviti, ai vermi, ai moscerini della frutta, ai roditori fino alle scimmie. Tale aumento della longevità parrebbe accompagnato da un effettivo antagonismo del processo di invecchiamento sia a livello di salute in generale - con minore incidenza di malattie cardiovascolari, diabete, ipertensione e neoplasie - sia a livello cerebrale, con conseguente rallentamento del declino cognitivo e dei deficit di memoria dell'ippocampo". Il professor Lamberto Maffei, presidente dell'Accademia nazionale dei Lincei e già direttore dell'Istituto sottolinea che "l'indagine dimostra che la natura ha dotato gli esseri viventi di un potente mezzo di sopravvivenza: la ricerca del cibo, che spinge gli animali a esplorare l'ambiente circostante, e la fame, altro fenomeno adattativo in grado di acuire le potenzialità cognitive". Ma il professore non può che ammonire: "Tuttavia, bisogna fare attenzione: una deprivazione di cibo eccessiva o prolungata può avere effetti diametralmente opposti, causando un grave stress all'organismo".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: