le notizie che fanno testo, dal 2010

Facebook e la social dittatura: anche Sentinelle in Piedi sotto soft censorship

Facebook, come Twitter, prosegue la social dittatura "nascondendo" gli account ritenuti fastidosi dal sistema. Stavolta a finire sotto soft censorship sono le Sentinelle in Piedi.

La soft censorship sta colpendo anche Sentinelle in Piedi, quel gruppo di persone che vegliano con proteste pacifiche e silenziose "su quanto accade nella società denunciando ogni occasione in cui si cerca di distruggere l'uomo e la civiltà. Le Sentinelle vegliano nelle piazze per risvegliare le coscienze intorpidite e passive di fronte al pensiero unico" come si legge sul loro vecchio sito internet.

"In Italia - si precisa inoltre - le Sentinelle in Piedi sono nate in difesa della libertà di espressione messa in discussione dal ddl Scalfarotto, già approvato dalla Camera e ora al Senato. Presentato come necessario per fermare atti di violenza e aggressione nei confronti di persone con tendenze omosessuali, il testo è invece fortemente liberticida in quanto non specifica cosa si intende per omofobia lasciando al giudice la facoltà di distinguere tra un episodio di discriminazione e una semplice opinione".

Forse per questo motivo l'account di Sentinelle in Piedi ha ricevuto un avviso nel quale Facebook avverte: "Se tu o altri amministratori di questa Pagina continuate a pubblicare contenuti che non rispettano gli Standard della comunità di Facebook, la Pagina Sentinelle in Piedi potrebbe essere nascosta definitivamente". Facebook quindi chiede con fare magnanimo: "Se vuoi, puoi nascondere Sentinelle in Piedi temporaneamente mentre controlli i contenuti della tua Pagina. Al termine, potrai ripubblicare la Pagina. - e domanda quindi - Desideri nascondere subito la Pagina?".
La risposta delle Sentinelle in Piedi è stata tanto chiara quanto eloquente: "No, non desideriamo nascondere subito la pagina. No, non ci facciamo intimidire. Se Facebook censurerà la nostra pagina, assieme a tante altre pagine scomode che in questi giorni vengono falcidiate, troveremo altri modi per testimoniare. No, non ci arrendiamo. Se ci tolgono le parole, non ci toglieranno il silenzio".

Da tempo, infatti, social media come Facebook e Twitter stanno censurando account ritenuti fastidosi dal sistema. Anche Mainfatti.it da marzo scorso è per esempio sotto soft censorship da parte di Twitter, nonostante non abbia mai violato alcuna policy del social network.

Mentre il PD protesta infatti contro i vecchi fascismi, su internet ha preso potere, con il placet dei governi, una nuova dittatura delle multinazionali (americane) che fa della censura la sua arma più letale poiché oltre a privare l'utente del "diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione" come recita l'articolo 21 della Costituzione lo strangola economicamente.

La soft censorship, infatti, è un metodo di censura ancora più subdola. Non potendo cancellare gli account scomodi poiché nei fatti non violano alcuna legge o regolamento, Facebook, come Twitter, li "nasconde" ovvero li rende invisibili agli altri utenti che così non potranno trovare determinate informazioni e di conseguenza non potranno farsi un'idea diversa su un determinato argomento.

Ma non sono solo gli account dei social media ad essere "nascosti". Eric Schmidt ha infatti ammesso candidamente, alla faccia del suo algoritmo super partes, che inizierà a ridurre su Google News la presenza dei siti di media russi (e di chissà quanti altri). Ciò ovviamente crea una disparità di trattamento e una concorrenza sleale, poiché vizia il mercato dell'informazione rischiando così di causare la chiusura di molti siti, giornali e blog che vivono di accessi poiché si mantengono indipendenti con la pubblicità.

A rendere il tutto ancor più inquietante è che questo vulnus della democrazia venga inferto sotto lo sguardo indifferrente dei cittadini trasformatisi in ultracorpi (digitali) passivi e senza emozioni, impegnati unicamente ad accarezzare il proprio smartphone favorendo paradossalmente questa dittatura telematica con un sonoro "me ne frego".

© riproduzione riservata | online: | update: 11/12/2017

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE:

social foto
Facebook e la social dittatura: anche Sentinelle in Piedi sotto soft censorship
Mainfatti, le notizie che fanno testo
Questo sito utilizza cookie di terze parti: cliccando su 'chiudi', proseguendo la navigazione, effettuando lo scroll della pagina o altro tipo di interazione col sito, acconsenti all'uso dei cookie. Per saperne di piu' o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie fai clickQUICHIUDI