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OGM: creato primo embrione uomo - maiale. Un ibrido alla Alien?

Dopo i primi embrioni OGM, la scienza ha creato il primo embrione uomo - maiale. Per i ricercatori, lo sviluppo di questo tipo di chimere darà la possibilità di avere a disposizione una quantità illimitata di organi per i trapianti. Ma la risposta a questo tipo di esperimenti dovrebbe essere quella data da Sigourney Weaver al "figlio ibrido" Alien.

Tra qualche anno dire ad un uomo che è un maiale potrebbe non essere più un'offesa ma una verità, almeno in parte.

Dopo i primi embrioni OGM, la scienza crea infatti il primo ibrido uomo - maiale. Tale esperimento viene accolto come la possibilità di avere a disposizione una quantità illimitata di organi per i trapianti, senza pensare che creare un incrocio tra un essere umano ed un animale è a tutti gli effetti cosa mostruosa.

Ci si ricordi poi in ambito fantascientifico l'effetto che fece a Sigourney Weaver quando l'ibrido uomo - alien (in quel caso il "maiale" eravamo noi) gli disse grottescamente "mamma" (lei lo risputò nello Spazio senza pensarci due volte).

Un gruppo di ricercatori presso il Salk Institute for Biological Studies degli Stati Uniti ha infatti dimostrato che è possibile coltivare tessuti umani all'interno di un maiale, con l'utilizzo delle cellule staminali, che possono diventare una qualsiasi parte del corpo. Per arrivare a questo risultato i ricercatori hanno studiato per 4 anni ed utilizzato 1.500 embrioni di maiale più le cellule staminali provenienti da 40 persone.

L'esperimento ha avuto inizio con la creazione di un ibrido ratto-topo, introducendo cioè cellule staminali di un ratto in un embrione di un topo allo scopo di capire se l'animale si sarebbe sviluppato utilizzando anche il DNA di un'altra specie. Dopo questo primo successo, i ricercatori hanno quindi modificato geneticamente quella parte di DNA del topo essenziale per lo sviluppo degli organi e ripetuto l'esperimento iniziale, per vedere se il DNA del ratto avrebbe colmato le lacune.

Ancora una volta, gli scienziati del Salk Institute for Biological Studies hanno ottenuto i risultati sperati. Le cellule staminali del ratto hanno infatti sviluppato il cuore, gli occhi ed il pancreas del topo.

A quel punto, il team ha pensato che era giunto il momento per un balzo interspecie più importante. Utilizzando la stessa tecnica, gli scienziati hanno infatti introdotto delle cellule staminali di un essere umano in un embrione di un maiale, impiantato poi dentro una scrofa. La procedura ovviamente è stata molto più complicata perché i maiali hanno un periodo di gestazione pari ad un terzo di quello della donna. Le cellule staminali devono infatti essere collocate al momento giusto affinché si sviluppino di pari passi con l'embrione.

All'interno della scrofa questa chimera uomo - maiale è cresciuta per circa quattro settimane, tempo massimo consentito dalle attuali normative. Ma Juan Carlos Izpisua Belmonte, del Salk Institute's Gene Expression Laboratory, ha già sottolineato: "Questo è un primo passo importante. La nostra prossima sfida è quella di 'trasformare' queste cellule umane in un organo predefinito all'interno dei maiali. L'obiettivo finale è infatti quello di far crescere organi o tessuti trapiantabili nell'essere umano".

In questo primo esperimento, pubblicato sulla rivista Cell, gli scienziati si sono infatti limitati ad indurre le cellule staminali a divenire muscoli. Il passo successivo sarà quello testato sul ratto-topo, cioè modificare geneticamente il DNA del maiale affinché non produca uno o più organi, nella speranza che questi vuoti siano colmati dal codice genetico umano.

Proprio in questi giorni la AIRC (Associazione italiana per la ricerca sul cancro) sta facendo pressioni al Parlamento affinché il dl Milleproroghe proroghi la moratoria sulla sperimentazione animale non di 1 ma di ulteriori 5 anni. La LAV (Lega anti vivisezione) si chiedeva però perché la "Airc, impegnata per Statuto a finanziare in maniera costante la ricerca oncologica, si debba occupare di droghe e xenotrapianti (trapianto di organi da animali alterati geneticamente ad esseri umani, ndr), anziché sostenere i metodi di ricerca all'avanguardia e una seria opera di prevenzione". Alla luce di questo esperimento, si comprende forse meglio però a quale tipo di ricerca la AIRC potrebbe puntare.

C'è già poi chi ipotizza che questo tipo di chimere possano essere utilizzate per comprendere in anticipo lo sviluppo umano e l'insorgenza della malattia, oltreché a sperimentare nuovi farmaci.

Ma la prossima frontiera potrebbe essere quella di trasformare le cellule staminali in neuroni, per scoprire se è possibile "trapiantare" la coscienza umana nel cervello di una bestia. Il processo inverso, appare ovvio, è già un dato di fatto.

© riproduzione riservata | online: | update: 27/01/2017

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