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Cellulari: "possibile" rischio cancro per l'OMS IARC. Aumento "glioma"

I cellulari e in generale i campi elettromagnetici a radiofrequenza ("wireless") sono entrati per l'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC, OMS) nel "Gruppo 2B" cioè quello che indica il rischio "possibile cancerogeno sugli esseri umani". Ma è "possibile" non ancora "probabile".

Lo sospettavano in molti, altri studi l'avevano già affermato, ma l'attenzione era stata, come sempre molto scarsa, a parte il solito timore temporaneo che richiama un po' la canzone di Morgan dei Bluevertigo "fanno bene o fanno male, sto bene sto male" (http://is.gd/nguFC8) ovviamente ascoltata su un cellulare. Poi le notizie sui cellulari "che farebbero male", proprio come quelle su Fukushima e sul fallout radioattivo sull'emisfero nord del mondo, entrano nel dimenticatoio "autoconsolatorio". Ora però sui "cellulari" e in genere sui campi elettromagnetici a radiofrequenza (sovente utilizzati proprio per trasmissione di dati), è lo IARC (International Agency for Research on Cancer, Agenzia Internazionale per la ricerca sul Cancro), parte integrante dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ad affermare che "le radiofrequenze elettromagnetiche hanno un "possibile rischio cancerogeno sull'uomo". Le radiofrequenze quindi potrebbero causare il cancro nell'uomo e confermano le previsioni dei "pessimisti" che vedevano l'uso "smodato" del cellulare nella nostra quotidianità come un possibile fattore di rischio e pericolo per la salute. E' vero che diversi studi avevano dato risultati "contrastanti", come vuole la tradizione, soprattutto quando si indaga, come dicono il "malpensanti", su business che potrebbero cambiare la "vita" di milioni di persone (e il bilancio di diverse multinazionali). Si andava dallo studio che affermava che la forte esposizione cellulare provocava "l'incremento del metabolismo del glucosio del cervello nella regione vicina all'antenna" ma rivelava che questa era una "scoperta è di significato clinico sconosciuto". E si arrivava a studi che invece dichiaravano che "l'eccessivo uso di telefoni cellulari aumenta il rischio di cancro, tumore al cervello e molti altri rischi per la salute" ("Cellulare: uso eccessivo aumenta rischio cancro e tumore al cervello" http://is.gd/9Ww1Sn). Si attendeva quindi la "verità" dall'OMS e dalla prestigiosa "Agenzia Internazionale per la ricerca sul Cancro" che, in questi giorni, pur mettendo le mani avanti e tra mille prudenze, inserisce i campi elettromagnetici a radiofrequenza nel "Gruppo 2B" soprattutto per il fatto che aumenterebbero il rischio di "glioma" un tumore maligno al cervello "associato" con l'uso del "wireless phone" (http://is.gd/qF74z0). Ma attenzione, il "Gruppo 2B" è diverso dal "Gruppo 2A"; difatti il "Group 2B" significa "possibly carcinogenic to humans" mentre il "Group 2A" significa "probably carcinogenic to humans". Ora tra "possibile" e "probabile" c'è una netta differenza e, per ora, i "cellulari" e tutto ciò che è "wireless" sono ancora nel "possibile". Ma gli studi proseguono, anche se a fatica. Il dottor Jonathan Samet (University of Southern California, USA) presidente generale del gruppo di lavoro ha indicato che "le prove, ancora in fase di raccolta, sono forti abbastanza da supportare la conclusione della classificazione 2B. La conclusione significa che ci potrebbe essere qualche rischio, e abbiamo quindi bisogno di tenere sotto osservazione il collegamento tra cellulari e rischio di cancro".

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