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Cellulari: 1 su 6 ospita batteri fecali tra i tasti. Sporchi come WC

Cellulari e smartphone secondo una ricerca della prestigiosa London School of Hygiene & Tropical Medicine porterebbero tra i tasti non solo le impronte digitali dei nostri polpastrelli ma i residui di materie fecali. Dati diffusi alla vigilia della "Giornata Mondiale per la Pulizia delle mani".

L'Uomo 2.0 vive con il suo cellulare in mano praticamente tutto il giorno ed ha con questo oggetto una certa intimità. Talmente l'"uomo moderno" ed il suo fido smartphone vivono in simbiosi che capita sovente che i tasti del cellulare e le sue scanalature possano ospitare dei batteri che vivono nel nostro organismo. Una ricerca inglese promossa dalla London School of Hygiene & Tropical Medicine e dalla Queen Mary University di Londra, ad esempio, ha trovato che in Inghilterra, un cellulare su 6 ospiterebbe materia fecale con relativa carica batterica. Lo studio è stato condotto in 12 città della Gran Bretagna analizzando campioni prelevati dalle mani e dai cellulari, per dimostrare quanto gli inglesi non si lavino correttamente (o non si lavino abbastanza, o abbastanza bene) le mani soprattutto dopo essere andati al bagno. Un problema comune a tutti i popoli, ovviamente. Purtroppo l'abitudine di non lavarsi le mani con il sapone dopo essere stati alla toilette è ancora causa di patologie in tutto il mondo, alcune delle quali molto gravi, che possono portare, soprattutto nei bambini, a malattie molto pericolose. Ecco perché ogni anno, l'UNICEF promuove la "Giornata Mondiale per la Pulizia delle mani", ovvero il "Global Handwashing Day" e i dati della ricerca inglese sono stati divulgati proprio in occasione della vigilia di questa importante ricorrenza. La "Giornata Mondiale per la Pulizia delle mani" del 15 ottobre, è promossa dalle Nazioni Unite dal 2008 per diffondere in tutto il mondo la pratica di lavarsi spesso e bene le mani, nel ricordo di Ignaz Philipp Semmelweis. Semmelweis è il medico ungherese che a metà dell'800 debellò la "febbre puerperale" con la semplice raccomandazione ai medici di lavarsi le mani (all'epoca sempre sudice), tanto che lo si ricorda ancora come "il salvatore delle madri" (http://is.gd/dS02Ra). Ma anche se Semmelweis era un uomo dell'800 la pratica di lavarsi correttamente le mani non sembra essere arrivata all'Uomo 2.0, che sarà abilissimo a manipolare il suo cellulare ma sembra ancora andare in crisi di fronte ad una semplice saponetta. Gli stessi ricercatori della London School of Hygiene & Tropical Medicine hanno dimostrato quanto la popolazione inglese intervistata continui spudoratamente a mentire quando dice di lavarsi "più volte al giorno" le mani soprattutto dopo essere stati al bagno. Questa volta la "macchina della verità" è il tampone passato sulle mani e sugli smartphone, che ovviamente non mente. Ron Cutler, ricercatore della Queen Mary University of London afferma a proposito: "La gente può affermare di lavarsi le mani regolarmente, ma la scienza dimostra il contrario". Ma questa ricerca non è sicuramente la prima che rivela che cellulari (e i telefoni in genere) sono ottimi "rifugi" per i batteri, se non trattati con la dovuta pulizia e l'igiene personale necessaria. Solo l'anno scorso una ricerca, sempre inglese, riportava che "il telefono è un ricettacolo di batteri molto più (18 volte) del pulsante dello sciacquone del WC" e che non solo erano presenti batteri del ceppo "escherichia coli" ma anche dell'antibiotico resistente "stafilococco aureo" (http://is.gd/VDWgH1).

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