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Farmacie Cosenza: da 1 giugno stop vendita prodotti senza glutine per celiaci

Da 1 giugno le farmacie delle province di Cosenza non erogheranno più i prodotti senza glutine ai pazienti affetti da celiachia, a causa di una circolare di Federfarma che annuncia la decisione di sospendere l'evasione dei buoni nel caso in cui la Regione Calabria dovesse non confermare le attuali modalità e procedure per accedere al rimborso. Per l'Aic e Stefano Vaccari, senatore del PD, è una vera "discriminazione" soprattutto perché in Calabria le farmacie sono "gli unici dispensatori della terapia per le persone celiache".

"Il mese scorso i titolari di farmacie aderenti a Federfarma Calabria nella Provincia di Catanzaro, sospendevano l’erogazione gratuita degli alimenti senza glutine ai pazienti affetti da celiachia in risposta ai contrasti con l’Amministrazione Sanitaria locale sulle procedure di rimborso dei costi degli alimenti senza glutine erogati ai pazienti celiaci. Oggi, a breve distanza dall’episodio di Catanzaro, solo momentaneamente risolto, sono i farmacisti della Provincia di Cosenza a negare alle persone celiache l’accesso all’unica cura attualmente nota per il trattamento della celiachia, diritto stabilito dalla Legge 123/05 a tutti i celiaci italiani, ma che quelli calabresi, circa 5.000, si vedono negato, prima a Catanzaro ed oggi a Cosenza", denuncia la presidente di AIC Calabria, Anna Cannizzaro. "A partire dal 1 giugno, in alcune province di Reggio Calabria, Catanzaro e Cosenza, le farmacie non erogheranno più gli alimenti senza glutine per celiaci" avverte anche in una nota il senatore del PD Stefano Vaccari, sottolineando come questa sia "una decisione profondamente ingiusta e che penalizza come al solito i consumatori". All'origine del rifiuto delle farmacie di erogare i prodotti senza glutine ai celiaci una circolare di Federfarma Cosenza, che annuncia la decisione di sospendere l’evasione dei buoni nel caso in cui la Regione Calabria dovesse non confermare le attuali modalità e procedure per accedere al rimborso.

"Ricorrendo alla sospensione del servizio, i farmacisti privano di fatto i cittadini celiaci di un farmaco salva vita" chiarisce Anna Cannizzaro, mentre Elisabetta Tosi, Presidente dell’Associazione Italiana Celiachia Onlus, ricorda che "sospendere l’accesso ai prodotti senza glutine tramite i buoni del Servizio Sanitario Nazionale espone di fatto una fascia vulnerabile della popolazione, tra cui anche bambini, donne in gravidanza, anziani affetti da questa patologia, al rischio della mancata aderenza alla dieta senza glutine, che deve essere seguita rigorosamente e per tutta la vita onde evitare le complicanze, anche gravi, che la malattia non curata può comportare". In altre parole, precisa la Aic, una vera e propria "discriminazione" soprattutto "per le fasce meno abbienti della popolazione celiaca". In Calabria, oltretutto, sono solo le farmacie "gli unici dispensatori della terapia per le persone celiache" come spiega Anna Cannizzaro, perché i prodotti senza glutine non sono ancora approdati nella Grande Distribuzione o in megozi specializzati.

"La decisione di interrompere la vendita diventa ancora più grave e insostenibile per tutti quei pazienti celiaci che in questo modo pagano ingiustamente difficoltà e contrasti tra altre parti sociali" rende noto il senatore PD Vaccari, rammentando che "con la Presidente della Commissione Sanità del Senato Emilia Debiasi, già nelle settimane scorse, avevamo presentato un'interrogazione urgente al Ministro Lorenzin sul caso 'Catanzaro', senza ottenere risposte". Stefano Vaccari rivolge quindi un appello "a Federfarma perché possa intervenire al più presto presso i suoi rappresentanti regionali e provinciali perché si eviti che i diritti dei celiaci calabresi siano così ingiustamente violati", invitando al contempo il Ministero della Sanità e la Regione Calabria e gli enti locali a "non esimersi dall'intraprendere azioni forti tese a superare questa grave situazione di discriminazione".

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