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Bagnasco su guerra Libia: soldi per i missili sì ma per i profughi no?

La guerra in Libia continua da settimane, come se fosse la cosa più normale del mondo. L'Italia bombarda, ma non ci sono notizie sui nostri caccia. E il cardinal Angelo Bagnasco, rinnovando l'appello per un negoziato, chiede: "Perché per i missili c'erano soldi mentre per i profughi non ci sono?".

La guerra in Libia continua ormai da settimane, come se fosse la cosa più normale del mondo. L'Italia bombarda un altro Paese ma non vi sono notizie al riguardo, le ultime risalgono alla fine di aprile, quando il ministro della Difesa Ignazio La Russa spiegava che le comunicazioni erano state assunte dalla NATO "e sarà eventualmente sempre la NATO a dare informazioni sulle missioni". Evidentemente, la NATO finora non ha ritenuto necessario fornire informazioni sui nostri caccia, e forse nessuno gliele ha neanche chieste. Intervenendo all'apertura dell'assemblea generale della Conferenza episcopale italiana (CEI), il cardinal Angelo Bagnsco, tra i tanti temi affrontati, sottolinea come non ci siano giustificazioni a questa guerra in Libia. Nessun "naturale sviluppo" della risoluzione 1973 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, come la chiamano invece i politici, e lo stesso Capo dello Stato, può scusare i bombardamenti, tanto che il cardinal Bagnasco fa suo l'appello del Papa affinché questi lascino spazio ai negoziati. Bagnasco quindi chiede: "Perché per i missili c'erano soldi e intesa politica, mentre per i profughi non ci sono i primi ed è inesistente la seconda?". Una domanda a cui tanti vorrebbero che seguisse anche una risposta, che probabilmente non verrà finché non vi sarà "un soprassalto diffuso di responsabilità che privilegi il raccordo tra i soggetti diversi e il dialogo costruttivo".

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