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Bagnasco: senza famiglia non esiste futuro

Il cardinal Angelo Bagnasco ricorda come la famiglia sia "il presidio che regge il tessuto della società" e che solo "se la famiglia è solida il Paese sarà solido", avvertendo del pericolo del "cosiddetto divorzio breve".

A conclusione della Settimana della famiglia, da Locri, in vista dell'Incontro Mondiale che si terrà a Milano, il cardinal Angelo Bagnasco rammenta come "la famiglia, nonostante le difficoltà che conosciamo, continua ad essere in Italia un punto di riferimento fondamentale, nonché il presidio che regge il tessuto della società - avvertendo - Se la famiglia è solida il Paese sarà solido, se la famiglia è sostenuta con politiche efficaci, il Paese crescerà" perché "c'è un legame inscindibile tra famiglia e società, e sottovalutare questo rapporto significa essere miopi, si mette a rischio l'oggi e il domani" e che quindi "veramente possiamo dire che senza famiglia non esiste futuro".
Bagnasco, riflettendo sul fatto che quella che la società sembra voler promuovere è solamente "una cultura del tutto provvisorio" insiste sul fatto che "l'introduzione di istituti che per natura loro consacrano la precarietà affettiva, e a loro volta contribuiscono a diffonderla, non sono un aiuto nè alla stabilità dell'amore, nè alla società stessa".
Il cardinal Angelo Bagnasco insiste nel ricordare come "la famiglia non è un aggregato di individui, o un soggetto da ridefinire a seconda delle pressioni di costume; non può essere dichiarata cosa di altri tempi" perché "essa affonda le proprie radici nella natura stessa dell'umano e quindi nella storia universale: vi troviamo, infatti, il vincolo dell'amore fedele tra un uomo e una donna che si scelgono, con il sigillo della comunità, grazie al quale la famiglia stabilisce un rapporto di reciprocità virtuosa, grembo della generazione dei figli, dono e ricchezza dei genitori come della società stessa".
La "famiglia è un bene per la collettività" continua Bagnasco, e proprio per questo la società deve "difenderla, sostenerla e promuoverla" e non, al contrario, "contribuire a renderla fragile" nemmeno attraverso "il cosiddetto divorzio breve" (http://is.gd/FPt3gs), proposta di legge che verrà esaminata dall'Aula di Montecitorio il 21 maggio.

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