le notizie che fanno testo, dal 2010

Bagnasco: se federalismo disgrega è disvalore, ricchezza se è unità

La molteplicità, in tutti i campi, è una ricchezza se costruisce l'unità; se invece disgrega e allontana, allora non diventa più un valore ma un disvalore". A queste parole del cardinale Bagnasco seguono le rassicurazioni della Lega sul federalismo, che avrebbe solo "finalità di unione".

"La molteplicità, in tutti i campi, è una ricchezza se costruisce l'unità; se invece disgrega e allontana, allora non diventa più un valore ma un disvalore". Sono state queste parole del cardinale Angelo Bagnasco a creare tanto scalpore, intervistato da Roberto Cutaia dell'Osservatore Romano. La domanda era stata proposta sul progetto politico di federalismo del beato Antonio Rosmini, e a tale frase il cardinale Bagnasco ha poi aggiunto che "si vorrebbe, a tutti i livelli e in tutti gli ambiti, che le specificità delle persone, come delle culture e delle regioni, diventino una ricchezza per il bene dell'insieme, un bene che deve essere reale per tutti".
Il Ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli (Lega Nord) si affretta a sottolineare che "sul federalismo il cardinal Bagnasco può stare tranquillo".
Per Calderoli, infatti "la riforma che noi proponiamo e che stiamo realizzando è quella di un federalismo che storicamente ha unito quello che era diviso o ha impedito, attraverso la valorizzazione delle diversità, della responsabilità e della trasparenza, ineludibili processi di disgregazione".
Non della stessa opinione il Partito Democratico che attraverso Stefano Fassina, responsabile economico, afferma che "il cardinale Bagnasco coglie il problema di fondo dell'interpretazione leghista e tremontiana del federalismo: esso non ha finalità di unione, ma di divisione, di chiusura egoistica e perdente per tutti".
In realtà, il tutto sta semplicemente nel non perdere quel valore che permette di "amare il prossimo tuo come te stesso". Per Bagnasco la crisi dei valori deriva infatti anche da "certe forme culturali dominanti che si respirano attraverso i mezzi di comunicazione" e "attraverso modelli di comportamento" sottolineando come "nessuno è esente da questo clima di possibile contaminazione che potrebbe impoverire strada facendo la fede, ma soprattutto il comportamento degli stessi cristiani".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: