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Bagnasco: polemiche su ICI senza fondamento. Su Internet i rendiconti

Il cardinal Angelo Bagnasco torna ancora una volta sulla discussione incentrata sul fatto che la Chiesa non pagherebbe l'ICI, spiegando come invece "tutto sia trasparente" e che "la polemica non ha fondamento", ricordando: "Ed è tutto pubblicato su Internet".

Prima di tutto bisogna precisare che "la Chiesa paga l'ICI! Occorre dirlo, visto che si parte sempre dall'assunto contrario", sottolinea per l'ennesima volta il cardinal Angelo Bagnasco nel corso di una intervista al Corriere della Sera (http://is.gd/u2N8Ps), a firma di Aldo Cazzullo e Gian Guido Vecchi. "Le tasse non sono un optional - continua Bagnasco - Detto questo, l'esenzione dall'ICI per talune categorie di enti e di attività non è un privilegio. E' il riconoscimento del valore sociale dell'attività che viene esentata e - cosa non secondaria - non riguarda solo la Chiesa ma anche altre confessioni religiose e una miriade di realtà non profit. Si tratta di chiedersi - ma qui credo che il consenso sia più vasto di quel che si creda - se il mondo della solidarietà debba essere tassato al pari di quello del business". Il cardinal Bagnasco quindi precisa ancora, come fatto solo pochi giorni fa (leggi "Bagnasco: Chiesa paghi ICI? Ok discutiamo. Ma anche tutto il no profit" http://is.gd/gwwEdr), che "in ogni caso" la Chiesa è disposta "a valutare la chiarezza delle formule normative vigenti, con riferimento a tutto il mondo dei soggetti e delle attività non profit oggetto dell'attuale esenzione". Sempre nel corso della stessa intervista, Bagnasco spiegava che "se c'è una campagna verità, farà bene a tutti", facendo però notare che invece "a forza di calunniare, qualcosa resta", spiegando: "Ho letto e sentito dire in tv che la Chiesa riceve un miliardo di euro e spende 350 milioni per gli stipendi; 'il resto è la cresta dei vescovi' ", precisando quindi che "nella Chiesa abbiamo tre fasce di retribuzione. Lo stipendio di un giovane sacerdote è di circa 800 euro. Quello di un parroco intorno a mille. Quello di un vescovo sui 1.300. Lascio a voi il raffronto con le sperequazioni di altre strutture gerarchiche - concludendo - Ed è tutto pubblicato su Internet. Tutto trasparente" (vedi www.8xmille.it). Nonostante questa ulteriore precisazione, le polemiche sul fatto che la Chiesa non pagherebbe l'ICI, che come sottolinea Bagnasco "è un po' come sparare sulla Croce Rossa", non si sono placate, anche grazie a chi continua a voler fare orecchie da mercante. E così il cardinal Angelo Bagnasco a margine dell'incontro "Lo sviluppo umano ha bisogno di cattolici" in corso all'Università Gregoriana di Roma, ribadisce che la speranza è che "la trasparenza dei dati possa spegnere ogni polemica sull'ICI perché non ha fondamento", ricordando come "le polemiche vanno avanti dall'estate scorsa" anche se "i dati forniti quasi ogni giorno da 'Avvenire' mettono in evidenza la realtà delle cose" (leggi per approfondimento "Agevolazioni, ecco la verità" http://is.gd/nsUTHY). Bagnasco ha quindi ribadito che "non esiste la cresta dei vescovi perché tutto quello dell'otto per mille che non va per il sostentamento del clero va per la carità delle diocesi, in Italia come all'estero, nelle mense, nelle varie opere di assistenza e solidarietà che la Chiesa fa da sempre e va anche per le opere pastorali, gli oratori e la manutenzione delle chiese" concludendo che "le cifre sono sotto gli occhi di tutti, i nostri stipendi sono dell'ordine di circa 1.300 euro anche se qualcuno di molto autorevole dice che sono troppo modesti, per noi sono più che sufficienti e ringraziamo il Signore". Infine Bagnasco, affrontando il tema dell'impegno sociale dei cattolici anche nella politica, precisa che il "limitarsi a una semplice trasformazione delle strutture" sarebbe "insufficiente e riduttivo" perché "se alla base non vi è una cultura in grado di accogliere, giustificare e progettare le istanze che derivano dalla fede e dalla morale, le trasformazioni poggeranno sempre su fragili fondamenta".

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