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Totò Cuffaro: prosciolto da secondo processo per il "ne bis in idem"

Dopo circa 4 ore di Camera di Consiglio Totò Cuffaro è stato prosciolto dall'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa in un secondo processo in cui era coinvolto per il principio del "ne bis in idem".

Salvatore Cuffaro, ex Presidente della Regione Sicilia, è stato prosciolto dall'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa in un secondo processo in cui era coinvolto, perché l'imputato è già stato giudicato per gli stessi fatti con sentenza ormai definitiva. Dal 22 gennaio scorso, infatto, Totò Cuffaro è in carcere, con sentenza resa definitiva dalla Cassazione, con la condanna a 7 anni per favoreggiamento aggravato a Cosa nostra e rivelazione di notizie riservate. Il gup di Palermo Vittorio Anania ha quindi prosciolto per questo secondo processo, dove veniva chiesta una condanna ad ulteriori 10 anni di reclusione, invocando nel dispositivo il principio del "ne bis in idem", che appunto sta a significare che non si può essere giudicati due volte per uno stesso fatto.

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