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Svuota carceri, SIULP: camere di sicurezza inadatte. Non è il Far West

Mentre il governo Monti pone il voto di fiducia sul decreto legge svuota carceri e il ministro della Giustizia Paola Severino afferma che questa "era una necessità" alla quale non ci si poteva sottrarre, il SIULP Toscana e non solo esprime "contrarietà e non condivisione" per alcune decisione adottate.

Mentre il governo Monti pone la fiducia sul decreto legge svuota-carceri (...), tra le polemiche della Lega Nord e dell'Italia dei Valori, ad esprimere "contrarietà e non condivisione delle decisioni adottate con il decreto" è il SIULP di Firenze (Sindacato Italiano Unitario Lavoratori di Polizia), ascoltato il 6 febbraio scorso in audizione presso la Commissione Giustizia (http://is.gd/ufSSFH).
A parere del SIULP, infatti, "l'inserimento delle camere di sicurezza degli Uffici di polizia nel circuito carcerario come luogo ordinario, anche se temporaneo, di detenzione delle persone, senza avere tutte le caratteristiche tipiche dei luoghi di detenzione, superando la situazione pregressa che le considerava come luoghi di trattenimento temporaneo per il tempo strettamente necessario per l'adempimento delle procedure stabilite dalla legge connessi all'arresto, anche se dettato dalle ragioni sopra esposte, costituisce senz'altro un processo involutivo nell'ambito della civiltà giuridica e delle politiche sanzionatorie e carcerarie".
In particolare il SIULP fa notare alla Commissione Giustizia che nel decreto legge svuota cerceri:
- le modifiche all'art.558 del codice di procedura penale introdotte con l'art 1 del decreto, evidenziano una oggettiva contraddizione tra le ragioni del provvedimento (ridurre il sovraffollamento delle carceri) ed i risultati concreti che la norma si prefigge di raggiungere, considerato che i casi in cui una persona non può essere condotta nella casa circondariale sono limitati ai casi di arresto in flagranza e tra questi casi vanno ulteriormente esclusi i casi in cui vi sia mancanza o indisponibilità di altri luoghi di custodia, addirittura, nel circondario, per motivi di salute della persona arrestata o per altre specifiche ragioni di necessità.
- L'accertamento e la responsabilità di certificare oltre che la presenza delle camere di sicurezza negli Uffici di polizia anche la sussistenza dei requisiti d'idoneità, la pericolosità della persona arrestata, la sua incompatibilità con la permanenza nelle camere di sicurezza e/o altre ragioni che impediscono l'utilizzo di esse, unito alle altre difficoltà di espletamento degli oneri connessi alla custodia di un detenuto, costituiscono una condizione di difficile e limitata attuazione e, cosa ancora più destrutturante, comporterà un appesantimento delle procedure burocratiche e amministrative che potrebbe portare al blocco degli operatori che hanno operato l'arresto con conseguente mancanza delle pattuglie dedicate al controllo del territorio.
Il SIULP, inoltre, fa notare alla Commissione Giustizia che "sempre in relazione alla mancanza dei requisiti di idoneità che le camere di sicurezza oggi hanno, la necessità di predisporre, idonee e aggiuntive risorse" anche per poter superare "l'esame della Commissione contro le Torture, della Comunità Europea che, periodicamente e in funzione dei requisiti previsti dall'ordinamento penitenziario per il rispetto dei diritti della persona, vengono a visionare lo stato delle nostre camere di sicurezza" sottolinea Sindacato Italiano Unitario Lavoratori di Polizia, precisando che "tale ispezione è prevista proprio nel corso del corrente anno.
In merito alla questione delle camere di sicurezze, dove secondo il decreto svuota cerceri dovranno essere detenuti i fermati, sempre il SIULP in un comunicato precedente portava all'attenzione dei media una tragica vicenda, e cioè "il caso del cittadino magrebino suicidatosi" a fine gennaio "all'interno di una camera di sicurezza della Questura di Firenze".
Un fatto che richiama "alla memoria le recenti critiche che non solo il SIULP ma anche i vertici della Polizia di Stato avevano indirizzato al cosiddetto provvedimento 'svuota-carceri' che, tra le altre novità, prevede - appunto - l'utilizzo delle celle all'interno degli caserme ed uffici di Polizia e Carabinieri al fine di detenere persone arrestate per reati non gravi e in attesa di processo per direttissima".
"Non hanno il bagno, non consentono l'ora d'aria né la separazione tra uomini e donne e dunque non garantiscono 'condizioni indispensabili per rispettare la dignità delle persone' " sottolineava infatti il Vice Capo della Polizia Francesco Cirillo. Nella nota del SIULP ancora le parole del prefetto che lamentava: "Nessuno ci ha spiegato come devono essere organizzate queste camere di sicurezza. E polizia e carabinieri, i cui organici sono fermi al'89 - 114mila carabinieri e 107mila poliziotti 'nascono per stare nelle strade' ", tanto che il Sindacato precisa non solo che "i turni di sorveglianza sottrarrebbero forze consistenti al controllo del territorio" ma evidenzia come queste dichiarazioni "avevano attirato il risentimento del Ministro della Giustizia che probabilmente ritiene di conoscere meglio degli addetti ai lavori la realtà degli uffici di Polizia...".
Il SIULP sottolinea infatti che "i ministri responsabili di Interno e Giustizia, tecnici ma chissà di quali materie, che evidentemente non hanno la benché minima conoscenza delle criticità che affliggono le forze di polizia, hanno pensato di scaricare il problema annoso del sovraffollamento delle carceri direttamente sugli operatori delle forze dell'ordine cui, invece, sono demandati compiti di prevenzione e controllo del territorio", spiegando che "anziché intervenire direttamente sugli istituti carcerari, aumentando il personale utilizzando le strutture costruite che stanno a marcire nel territorio italiano ed alleggerire la Polizia Penitenziaria dalla situazione insopportabile cui da troppo tempo è vittima hanno spostato il problema su altri organici, già notoriamente in difficoltà, deputati ad altre attività istituzionali".
Il SIULP di Firenze conclude quindi affermando che "la sicurezza e la giustizia non si gestiscono con provvedimenti estemporanei ed avanzi di gestione, ma con provvedimenti organici ed investimenti adeguati - chiudendo amaramente - Questo se si considerano due settori dello Stato prioritari, altrimenti se si preferisce una sorta di far-west allora i cari Ministri ed il Governo facciano pure come meglio credono ma senza far pagare le spese ai già abbastanza vessati appartenenti a tutte le forze di polizia!".

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