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Ddl caporalato: stop contenziosi Inps e aziende su accordi provinciali riallineamento retributivo

"Nel ddl sul contrasto al fenomeno del caporalato c'è una norma, introdotta dall'Aula del Senato, molto importante per le imprese agricole del Sud. Con l'emendamento infatti si supera, all'interno del settore agricolo, il contenzioso tra Inps e aziende sugli accordi provinciali di riallineamento retributivo", illustra in un comunicato Venera Padua del Partito Democratico.

"Nel ddl sul contrasto al fenomeno del caporalato c'è una norma - spiega in una nota Venera Padua, esponente del Partito Democratico -, introdotta dall'Aula del Senato, molto importante per le imprese agricole del Sud e particolarmente per quelle siciliane, che riguarda i contratti di riallineamento retributivo dei lavoratori."

"Con l'emendamento infatti si supera, all'interno del settore agricolo, il contenzioso tra Inps e aziende sugli accordi provinciali di riallineamento retributivo. - precisa la senatrice - La questione verteva sull'applicazione di benefici contributivi, stabiliti nel decreto legge 510 del 1996, per quelle aziende del Mezzogiorno che avessero recepito gli accordi provinciali di riallineamento stipulati dalle associazioni degli imprenditori e dalle organizzazioni sindacali locali, aderenti o collegate a quelle maggiormente rappresentative sul piano nazionale. Tuttavia è successo che in alcune aree del Sud, come nella provincia di Ragusa a partire dal 2006, l'Inps abbia eseguito verifiche ispettive a seguito delle quali, mutando più volte orientamento all'interno di un quadro normativo sempre più incerto con il passare del tempo, ha sanzionato numerose aziende, disconoscendo la validità degli accordi."

"Si è corso il rischio di mettere in ginocchio quelle imprese agricole che, credendo di aver agito nel rispetto della legalità e in perfetta trasparenza, avevano sottoscritto i contratti con l'assistenza delle parti sociali. - viene evidenziato infine - Bene così anche perché si dà seguito ad un ordine del giorno approvato durante l'esame della legge di stabilità per il 2016 in cui si impegnava il governo, per favorire la ripresa delle imprese coinvolte, a risolvere la questione".

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