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Caporalato in Toscana: sfruttamento profughi, perquisite 5 aziende agricole del Chianti

"Operazione denominata Numbar Dar (Capo Villaggio in pakistano): eseguite 30 perquisizioni nei confronti di cittadini pakistani, italiani e aziende agricole del Chianti Fiorentino, nonché la notifica di 12 informazione di garanzia, tutti emessi dalla Procura della Repubblica di Prato. E' la prima operazione di rilievo in Toscana che riguarda il fenomeno del 'caporalato' in agricoltura", segnalano in una nota i Forestali.

"Il Corpo Forestale dello Stato, Comando Provinciale di Firenze, dalle prime ore dell'alba, sta effettuando una vasta operazione denominata Numbar Dar (Capo Villaggio in pakistano), sotto la direzione del Procuratore Capo di Prato del Sostituto Procuratore, in collaborazione con la Polizia di Stato di Prato e con il Nucleo Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Prato" riferiscono in un comunicato i Forestali.
"In particolare si stanno eseguendo 30 perquisizioni nei confronti di cittadini pakistani, italiani e aziende agricole del Chianti Fiorentino, nonché la notifica di 12 informazione di garanzia, tutti emessi dalla Procura della Repubblica di Prato. - si informa dal Corpo Forestale dello Stato - E' la prima operazione di rilievo in Toscana che riguarda il fenomeno del 'caporalato' in agricoltura. I soggetti destinatari dei summenzionati provvedimenti sono stati individuati a seguito di una mirata e approfondita attività info-investigativa che ha permesso di evidenziare l'esistenza di un'associazione per delinquere finalizzata a commettere una serie di delitti tra cui intermediazione illecita nel reclutamento di cittadini extracomunitari, per lo più giunti in Italia come profughi, e sfruttamento del lavoro nero."
"In particolare si è accertato che il sodalizio criminale - rendono noto in conclusione dal CFS -, composto da cittadini pakistani, approfittando dello stato di bisogno o di necessità delle vittime provenienti da scenari di guerra e povertà, recluta profughi richiedenti asilo, presenti all'interno di strutture di accoglienza locali, al fine di avviarli, in condizione di sfruttamento, anche mediante l'uso della violenza, minaccia o intimidazione, allo svolgimento di attività agricola sotto pagata all'interno di aziende vitivinicole del Chianti Fiorentino. Si rappresenta inoltre che tale attività illecita si svolge con la collaborazione esterna di alcuni professionisti italiani che forniscono agli stranieri documentazione falsa o contraffatta, finalizzata ad eludere la normativa sull'immigrazione. Le perquisizioni stanno interessando vari Comuni della provincia di Firenze."

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