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Caporalato: Commissione approva relazione finale su indagine caso Clemente

"La relazione finale fotografa l'esistenza di due forme di caporalato: quello tradizionale ed un altro, non meno allarmante, che si insinua tra le pieghe del contratto di somministrazione", dal PD la posizione di Camilla Fabbri.

"La relazione finale fotografa l'esistenza di due forme di caporalato: quello tradizionale - spiega la senatrice PD Camilla Fabbri in un comunicato -, in cui la figura del mediatore di lavoro lucra tra domanda e offerta di lavoro, in un contesto di assoluta irregolarità e di totale assenza di sicurezza, ed un altro, non meno allarmante, che si insinua tra le pieghe del contratto di somministrazione, determinandone l'uso distorto da parte di personaggi che, sul territorio, vantano addirittura esclusività nel procacciamento della manodopera stagionale."
La presidente della Commissione d'inchiesta sugli infortuni sul lavoro quindi prosegue: "I positivi provvedimenti adottati dal Governo in tema di aggravamento delle pene, confisca obbligatoria del patrimonio, responsabilità penale delle società potrebbero essere rafforzati da ulteriori azioni di contrasto: la vigilanza sulle distorsioni dell'uso del contratto di somministrazione; la revisione del decreto Fornero sulla semplificazione della sorveglianza sanitaria in materia di lavori agricoli; l'operatività efficiente dell'Ispettorato nazionale che ora riunisce ispettori del lavoro, dell'Inps e dell'Inail; il contrasto alle cosiddette 'paghe di piazza' a favore di retribuzioni più adeguate. - concludendo - Il caso Paola Clemente evidenzia infatti l'assenza di formazione, informazione e addestramento nonché della valutazione del rischio e del primo soccorso."

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