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Quando David Bowie era Lady Gaga: "David Bowie is" aprirà a Londra

Quando il nome di una mostra è davvero tutto un programma. "David Bowie is" aprirà a Londra il 23 marzo 2013 per concludersi il 28 luglio, e sarà la consacrazione museale del "Duca Bianco". 300 pezzi scelti su 60mila senza l'intervento di Bowie. Perché David Bowie non fu la Lady Gaga degli anni'70.

I giovanissimi che hanno visto le foto degli anni '70 del secolo scorso di David Bowie non possono fare a meno di paragonare le parvenze del Duca Bianco a quelle di Lady Gaga. Paragone che farà certo inorridire chi sa che lui è l'"L'uomo che cadde sulla Terra", che lui è Ziggy Stardust e che quando il piano di Rick Wakeman attacca e Bowie inizia con "it's a god-awful small affair, to the girl with the mousy hair..." non può trattenere un brivido. Eppure mutatis mutandis, in quello che sembra un eterno "nastro di Moebius della contemporaneità" per citare Ernest Kattens, non si può certo biasimare una generazione a cui, d'altra parte, non si può nemmeno più chiedere chi erano i Beatles. Per questo è necessario ogni tanto mettere i puntini sulle "i" e fissare, con colle speciali, le pietre miliari della musica pop, giusto in modo che si conosca la paternità di "invenzioni" che vengono troppo riciclate senza citare la fonte, proprio come nel caso di David Bowie. Una di queste "pietre miliari" sarà appunto piantata dal 23 marzo al 28 luglio 2013 a Londra, al Victoria and Albert Museum dove, in partnership con Gucci e con la "sound experience" di Sennheiser si aprirà "David Bowie is". La consacrazione "museale" di David Bowie è di fondamentale importanza per "correggere" l'aberrazione (non solo culturale ma anche ottica) che potrebbe far confondere proprio Stefani Joanne Angelina Germanotta con David Robert Jones. David Bowie infatti "è" e basta, dato che l'oggetto del suo "essere Bowie" è sempre stato definito dagli altri quanto raramente da lui. Il segno della possibilità di scrivere liberamente chi è David Bowie senza che l'artista faccia il curatore di se stesso è testimoniata ancora una volta dall'assoluta libertà che il Duca Bianco ha lasciato a Victoria Broackes e Geoffrey Marsh che hanno curato la mostra. Senza mai incontrarlo Victoria Broackes ha scelto soli 300 pezzi tra oltre 60mila costumi e migliaia di elementi tra cui foto, video, strumenti musicali, oggetti, memorabilia, opere d'arte fatte e legate al cursus honorum dell'artista, senza che David Bowie entrasse minimamente nella selezione. Quando poi si parla di Lady Gaga come genio del business, si ricordi come David Bowie sia stato il primo artista a collocare sul mercato delle obbligazioni, i cosiddetti Bowie Bonds. I Bowie Bonds erano garantiti dai diritti d'autore di 287 canzoni registrate prima degli anni '90.

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