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Canone Rai in bolletta: criticità e rischio privacy. Consiglio di Stato boccia decreto

Il decreto sul canone Rai in bolletta presenta molte criticià e persino dei rischi per la privacy del cittadino/utente/contribuente. Per questo motivo il Consiglio di Stato ha bocciato il decreto sul canone Rai in bolletta e sospeso il proprio parere in merito. Parere necessario affinché il decreto venga promulgato.

Il governo deve riscrivere, e in maniera puntuale, il decreto sul canone Rai in bolletta. E deve farlo anche in fretta se vuole cominciare a riscuotere l'imposta a partire da luglio 2016. Il Consiglio di Stato ha infatti bocciato il decreto ministeriale sul canone Rai in bolletta. Finora, il governo ha sempre rassicurato sul fatto che il canone Rai è dovuto solo per il possesso della televisione e non di altri device. Il Consiglio di Stato sottolinea però che nel decreto scritto dal ministero dello Sviluppo Economico (quello a cui faceva capo a Federica Guidi fino a poco tempo fa) non c'è invece una chiara "definizione di apparecchio tv".

Il Consiglio di Stato chiarisce quindi che nel testo del decreto deve essere chiaro cosa si intenda per televisione e se apparecchi come smartphone, tablet e computer sono effettivamente esenti come fino ad oggi quindi solo proclamato. Inoltre, il Consiglio di Stato fa notare che nel decreto non si precisa neanche che il canone Rai dovrà essere versato una volta sola, anche se in casa ci sono più televisori.

Il Consiglio di Stato bacchetta inoltre il governo sul fatto che la scelta di inserire il canone Rai in bolletta potrebbe arrecare danni alla privacy degli utenti. Si sottolinea infatti che nel decreto non c'è nessuna "disposizione regolamentare" per garantire il corretto utilizzo e scambio dell'enorme mole di dati che passeranno in mano a tutti gli "enti coinvolti (Anagrafe tributaria, Autorità per l'energia elettrica, Acquirente unico, Ministero dell'interno, Comuni e società private)".

Infine, il Consiglio di Stato non trova trasparente nemmeno la modalità con cui un cittadino deve attestare di non avere il televisore, attraverso il modulo emanato pochi giorni fa dall'Agenzia delle Entrate. Finora si sa solamente che tale modulo dovrà essere inviato entro il 30 aprile e che ogni anno bisognerà dichiarare nuovamente di non possedere la televisione. Il Consiglio di Stato osserva però che questi adempimenti a carico del cittadino dovrebbero essere adeguatamente pubblicizzati da una campagna di Stato mentre nel decreto non c'è alcun riferimento in merito. Finora infatti il cittadino/utente/contribuente è stato solamente costretto ad ascoltare nei primi due mesi dell'anno che il pagamento del canone Rai in bolletta sarebbe diventato più semplice e conveniente (anche se non è ancora molto chiaro a chi).

Per tutte queste criticità il Consiglio di Stato ha invitato l'amministrazione a rivedere il regolamento sul canone Rai in bolletta, sospendendo il proprio parere in merito. Parere necessario affinché il decreto venga promulgato.

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