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Saviano pro cannabis. Ma legalizzazione è da "dilettanti di criminologia", disse Borsellino

Roberto Saviano gira un video spot per convincere gli italiani a sostenere il ddl sulla cannabis. Saviano spiega che con la legalizzazione diminuirebbe il consumo della cannabis e si darebbe un duro colpo alle mafie. Per Paolo Borsellino invece legalizzare le droghe (1989 si parlava di tutte non solo di marijuana) "è da dilettanti di criminologia".

Roberto Saviano si schiera per la legalizzazione della cannabis e in un video diffuso via Facebook spiega che "se lo Stato imponesse alla cannabis la stessa imposta che impone al tabacco incasserebbe in un anno dai 6 agli 8 miliardi di euro". In tal modo però Saviano ipotizza che in Italia ci sia, almeno potenzialmente, lo stesso numero di fumatori di sigarette pari ad circa 11 milioni, stando agli ultimi dati dell'Istituto Superiore della Sanità (maggio 2015). In sostanza quindi con la legalizzazione il 20,8% della popolazione rischia di divenire dipendente dalla cannabis e tutto questo con "l'unico scopo di risolvere un problema di ordine economico, per portare nuovi soldi nelle casse di uno Stato in sofferenza" come denuncia la comunità di San Patrignano.

A differenza di quanto afferma Saviano, che assicura di non farsi "le canne", la comunità di San Patrignano sà invece bene di cosa sta parlando e invita a "non abbandonare i giovani a loro stessi ridicolizzando i rischi di una sostanza stupefacente, a maggior ragione in una situazione storica in cui famiglie e scuola faticano incredibilmente a ricoprire il loro ruolo di agenzie educative".

Saviano, nel suo "spot" pro legalizzazione, dichiara infatti: "Le droghe leggere fanno male ma non portano alla morte". Ma ragionando in un modo simile "sdoganeremmo completamente l'utilizzo di una sostanza molto dannosa sia a livello cerebrale, soprattutto se assunta in età di sviluppo, sia perché spesso è la porta d'ingresso alle altre sostanze" evidenzia invece San Patrignano, ricordando: "Dalla nostra esperienza il primo contatto avviene proprio verso i 12 - 13 anni. Solo nell'ultimo anno sono entrati a San Patrignano 10 ragazzi per uso unicamente di cannabis, tutti minorenni o appena maggiorenni".

Nel video, Roberto Saviano per persuadere sulla bonta della legalizzazione della marijuana sottolinea: "Il Portogallo nel 2001 depenalizza la cannabis e in 15 anni il consumo si abbassa drasticamente. L'Uruguay nel 2013 e il Colorado nel 2014, legalizzando la cannabis ad uso ricreativo le carceri si svuotano e il consumo diminuisce sensibilmente". Il problema è che anche il gioco d'azzardo in Italia è stato liberalizzato ma da allora c'è stato un incremento del settore "di circa il 90%" come sottolinea San Patrignano.

Saviano assicura infine che con la legalizzazione si darà un duro colpo alle mafie (e persino al terrorismo), e ciò probabilmente ha stupito non pochi visto che fu Paolo Borsellino nel 1989 a dichiarare che "è da dilettanti di criminologia pensare che sparirebbe il traffico clandestino". Come Borsellino, anche la comunità di San Patrignano avverte infatti che "la criminalità continuerà a gestire il mercato della cannabis per i minorenni e - aggiunge - con una politica dei prezzi al ribasso, come avvenuto in Colorado, siamo certi continueranno ad avere fra i loro clienti i cittadini più poveri".

"La mafia e la criminalità, se ci sarà la legalizzazione, non faranno fatica a riorganizzarsi. In primis continueranno a controllare il mercato di tutte le altre droghe e dato che con la legalizzazione aumenteranno i consumatori di cannabis è facile che troveranno ulteriori clienti per le altre sostanze" conclude San Patrignano, con il pericolo di vedere un incremento nella diffusione delle "droghe proibite".

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