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Depenalizzazione cannabis, Ferranti (PD): coltivazione resta reato

"Nessuno sta depenalizzando la coltivazione di cannabis. Ciò che verrà trasformato in illecito amministrativo non è, come demagogicamente sostenuto da alcuni, la coltivazione o la produzione di droghe, che resta reato sanzionato con il carcere, ma semplicemente l'inosservanza delle prescrizioni da parte di enti autorizzati alla coltivazione per fini scientifici, terapeutici e di ricerca", spiega in un comunicato la deputata PD Donatella Ferranti.

"Nessuno sta depenalizzando la coltivazione di cannabis. Ciò che verrà trasformato in illecito amministrativo non è, come demagogicamente sostenuto da alcuni, la coltivazione o la produzione di droghe, che resta reato sanzionato con il carcere, ma semplicemente - spiega Donatella Ferranti, presidente della commissione Giustizia della Camera - l'inosservanza delle prescrizioni da parte di enti autorizzati alla coltivazione per fini scientifici, terapeutici e di ricerca".
"Un reato che essendo oggi punito solo con l'arresto fino a un anno o con l'ammenda è di fatto del tutto marginale: la sua trasformazione in illecito amministrativo, con una sanzione pecuniaria che arriva fino a 30mila euro, ne rafforza invece la valenza preventiva evitando anche il rischio prescrizione" assicura la deputata del PD, aggiungendo: "E' bene che sul punto il decreto legislativo che sarà portato la prossima settimana in Consiglio dei Ministri rispetti quanto deliberato dal Parlamento". Sembra però che il governo sia tentato di non depenalizzare, oltre al reato di immigrazione clandestina e di disturbo della quiete notturna, anche quello sull'inottemperanza delle prescrizioni per chi è autorizzato a coltivare cannabis per scopi terapeutici.

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