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Decreto stupefacenti, San Patrignano: non ridurre pene per spaccio cannabis

La Comunità di San Patrignano rivolge un appello a Matteo Renzi che ora può essere rigirato al Parlamento, che dovrà approvare la riconfigurazione dei reati sull'uso e lo spaccio delle sostanze stupefacenti dopo il decreto del CdM che reintroduce le tabelle e le differenze tra droghe leggere e droghe pesanti. La Comunità di San Patrignano sottolinea che sarebbe "irresponsabile ridurre le pene per gli spacciatori delle droghe leggere, come la cannabis".

Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto che reintroduce le tabelle per la classificazione delle sostanze stupefacenti dopo la bocciatura della Fini-Giovanardi ma il governo ha rinviato "per la parte penale e per una riconfigurazione dei reati a un approfondimento sia in sede interministeriale che parlamentare". La Comunità di San Patrignano in una nota, mentre il CdM stava ancora discutendo sul decreto, commentava alcune indiscrezioni che ipotizzavano una riduzione delle pene per gli spacciatori delle cosiddette droghe leggere già per decreto. La Comunità San Patrignano mette subito in evidenza che "il mercato principale di queste sostanze è costituito da adolescenti" e sottolinea come ad oggi "il semplice consumo è depenalizzato e allo stato attuale costituisce soltanto un illecito amministrativo che può portare a sanzioni come il ritiro temporaneo della patente o del porto d'armi". La Comunità di San Patrignano sottolinea però che dalla loro ormai quarantennale esperienza è stato osservato che "il 'fumo' o l'ingestione di queste sostanze, soprattutto fra gli adolescenti con cervello ancora non completamente formato, può provocare danni dimostrati dalla scienza, che possono portare anche in soggetti fragili, a calo del rendimento scolastico e, in alcuni casi, a problemi mentali seri, ai confini con la psicosi e la schizofrenia".

La Comunità precisa: "Sappiamo anche che il consumo di un semplice spinello non causa necessariamente il passaggio ad altre droghe, ma abbiamo dati certi che la quasi totalità dei ragazzi da noi accolti, ha iniziato proprio con hashish e marijuana. - e ricorda - I dati forniti dal Dipartimento antidroga e, recentemente, dalla Asl di Milano, ci confermano quanto i ragazzi siano le principali vittime di questo mercato. Nella Relazione al Parlamento per il 2013, il Dipartimento politiche Antidroga segnala un aumento dei consumatori di cannabis, soprattutto fra i 15 e i 19 anni. Più evidenti le cifre fornite recentemente dalla Asl di Milano, che parlano di un consumo nella città di almeno una volta in 12 mesi per il 35,1% dei ragazzi tra 15 e 24 anni e di un 26% tra i giovani tra 25 e i 24". La Comunità di San Patrignano ritiene quindi che sia "irresponsabile ridurre considerevolmente le pene per gli spacciatori di una sostanza - la cannabis - che negli ultimi anni, grazie all'elevato principio attivo, costituisce una seria minaccia, in particolare per i giovani, soprattutto se minorenni". L'appello della Comunità di San Patrignano, rivolto inizialmente a Matteo Renzi, può quindi essere rigirato al Parlamento, che dovrà approvare la riconfigurazione dei reati sull'uso e lo spaccio delle sostanze stupefacenti.

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