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Ddl cannabis 2016 in Aula senza passare da Commissioni. E' indecente forzatura, dice Brunetta

"Con un'indecente forzatura, arriva oggi in Aula alla Camera il provvedimento sulla legalizzazione della cannabis. E' inaccettabile che di fronte ad un tema così delicato si decida, contro tutto e contro tutti di portare il testo in Aula senza che il testo sia stato minimamente discusso nelle competenti Commissioni Giustizia e Affari sociali", dichiara in un comunicato il capogruppo di Forza Italia alla Camera Renato Brunetta.

"Con un'indecente forzatura, arriva oggi in Aula alla Camera il provvedimento sulla legalizzazione della cannabis. E' inaccettabile che di fronte ad un tema così delicato, che mette in gioco anche il diritto alla salute dei cittadini, si decida, contro tutto e contro tutti di portare il testo in Aula senza mandato al relatore, cioè senza che il testo sia stato minimamente discusso nelle competenti Commissioni Giustizia e Affari sociali" denuncia in una nota il capogruppo di Forza Italia alla Camera Renato Brunetta

"Gli oltre 1700 emendamenti presentati sono stati in tal modo completamente bypassati, in barba a qualsiasi confronto democratico tanto invocato dagli stessi promotori del testo, per dare ai deputati di Sinistra Italiana un banale contentino, cioè l'approdo in Aula del provvedimento" afferma il deputato, che assicura: "Forza Italia si opporrà a questa prova di forza avallata dal governo. I sostenitori del provvedimento hanno poco di che esultare, perché il testo, precipitosamente spinto in Aula è destinato a tornare in Commissione, per un più che necessario approfondimento, nel merito dell'articolato e di tutti gli emendamenti presentati."

Alla fine i 1700 emendamenti sono riusciti a far slittare il voto in autunno. Il promotore del ddl sulla cannabis, il vicepresidente della Camera Roberto Giachetti (PD), su Facebook puntualizza però che la legge non è minacciata da questi "emendamenti ostruzionistici" e spiega: "Una volta fissata la data della discussione generale in aula (quella di oggi) era rimasta a disposizione solo una manciata di giorni che, a prescindere dal numero di emendamenti presentati, non avrebbe consentito quell'approfondimento indispensabile se si vuole fare una legge seria. A questo punto abbiamo davanti a noi due strade: o chiedere direttamente il rinvio a settembre di tutto l'iter, per consentire l'esame degli emendamenti, oppure incardinarla nei tempi decisi dalla capigruppo con la discussione generale e poi rinviare il seguito a settembre. Abbiamo scelto, tutti d'accordo, questa seconda ipotesi perché consideriamo un fatto storico ed importantissimo che, per la prima volta e dopo anni di tentativi andati a vuoto, il Parlamento affronti in modo formale questo tema".

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