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Cani a rate: sia venduti che amati. Quando l'animale diventa merce

Cani comprati "a rate" sembra essere l'ultima moda, ma è da anni che questo costume va avanti. Inutile lo scandalo, perché se l'animale viene venduto è una merce e se è una merce può avere anche una "rateizzazione", come un'assicurazione.

La notizia non è una novità, anzi sembra un costume molto comune in tutta Italia. Su Yahoo! Answers (http://is.gd/k5Miq), piazza di "consigli" della rete, una risposta su "Comprare un cane a rate? Aiuto?" è di un anno fa, ma chi cerca su Google potrà trovare notizie ancora più vecchie (e tristi). Ad esempio su Answers la "miglior risposta scelta dal richiedente" era: "E' una cosa possibile da fare, assolutamente, basta che sia una cosa seria! Aspetti che nasca la cucciolata e vai a vedere il tuo cucciolo ogni tot e quando vai dai i soldi man mano...Mio zio ha fatto così per la gatta. Devi metterti d'accordo con l'allevatore o il privato. Tanto il cane non te lo danno finché non paghi". Bello, no? Questa volta è l'Aidaa, Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente, a ricordare che ci sono degli allevatori che vendono a rate i cuccioli di cane (ovviamente di razza) anche a 14.90 al mese. Questa compravendita "rateale" per l'associazione animalista è uno scandalo ma per la maggioranza degli italiani è solamente un comodo metodo di pagamento per sfoggiare il "cane alla moda". Gli animali, per i viziati e cementificati abitanti dell'ex Bel Paese, spesso sono infatti solo dei pupazzi animati da maltrattare e sterilizzare. Anche quando non si comprano "a rate" spesso sono comunque una merce. Come non importa niente a nessuno la "nuova moda" di potare in città (come si sta vedendo ad esempio a Roma) qualsiasi "cosa" verde (facendola anche morire o danneggiandola) impedendo agli animali superstiti (dagli uccellini ai gatti) di trovare un riparo (e cibo) per l'inverno. Sempre approfondendo sui forum e sulle bacheche il tema del "cane a rate", per gli allevatori di cani poi è un "mezzo per sopravvivere" anche perché, loro stessi ricordano che gli animali "d'affezione" sono un business milionario. A partire dalla produzione del cibo per cani e gatti, ai veterinari, agli allevatori stessi, ai negozi, per finire ai randagi e a tutta la filiera, purtroppo, anche associativa. Il vero scandalo è che oltre a comprarli a rate gli animali troppo spesso si amano a rate.

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