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Cancro al seno: il gene Jolie non aumenta la mortalità

Uno studio ha rivelato che la mutazione del gene Brca che provocherebbe il cancro al seno, ribattezzato gene Jolie dopo che l'attrice si è fatta una doppia mastectomia preventiva, non aumenta la mortalità.

Dopo la doppia mastectomia preventiva e l'asportazione delle ovaie Angelina Jolie aveva rassicurato chi aveva criticato questo suo modo di "curare" (e propagandare) una "non malattia" sottolineando che "la conoscenza è potere". La conoscenza a cui si riferiva l'attrice è la scienza medica, che fino a 3 anni fa assicurava che grazie ai test genetici gli esseri umani avrebbero potuto prevenire malattie mortali, come il cancro.

Chissà quindi cosa avrà pensato Angelina Jolie dopo aver appreso che la scienza, la stessa che l'ha convinta ad accettare una menopausa a 39 anni ed a rinunciare al seno, si è almeno in parte sbagliata.
Uno studio dell'università di Southampton pubblicato dalla rivista Lancet Oncology ha infatti evidenziato che la mutazione del gene Brca, ribattezzato gene Jolie per ovvi motivi, non condanna a morte chi ne è portatore. Anche se è il gene aumenterebbe (a questo punto il condizionale è d'obbligo) fino a 8 volte il rischio di cancro al seno, i ricercatori hanno dimostrato che le probabilità di sopravvivenza sono le stesse rispetto alle pazienti che non hanno il DNA mutato.
Ugualmente la ricerca ha chiarito che la mastectomia non ha effetti sulla speranza di sopravvivenza.

© riproduzione riservata | online: | update: 12/01/2018

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