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Napoli, cardinale Sepe alla camorra: "Siete cadaveri che camminano"

Napoli unita contro la camorra nella fiaccolata ecumenica e, nelle stesse ore, una nuova sparatoria in un bar di Secondigliano. L'arcivescovo di Napoli cardinal Crescenzio Sepe dice ai camorristi: "Scegliete la vita, quella vera, quella sacra. Deponete le armi, perché, come disse il compianto Pontefice Giovanni Paolo II ad Agrigento, verrà per voi il giorno del giudizio e non ci saranno sconti".

Papa Giovanni Paolo II dopo la Concelebrazione eucaristica nella Valle dei Templi ad Agrigento, era il 9 maggio 1993, fece un discorso profetico. Prendendo spunto dai templi greci sullo sfondo della Valle, tra cui spicca il Tempio della Concordia, Papa Giovanni Paolo II disse: "Che sia concordia in questa vostra terra. Concordia: senza morti, senza assassinati, senza paure senza minacce, senza vittime. Che sia concordia! Questa concordia, questa pace a cui aspira ogni popolo ed ogni persona umana, ed ogni famiglia, dopo tanti tempi di sofferenze, avete finalmente un diritto a vivere nella pace. E questi che sono colpevoli di disturbare questa pacem questi che portano sulle loro coscienze tante vittime umane devono capire che non si permette di uccidere degli innocenti. Dio ha detto una volta: Non uccidere. Non può uomo, qualsiasi umana agglomerazione, mafia, non può cambiare e calpestare questo diritto santissimo di Dio. Questo popolo, popolo siciliano talmente attaccato alla vita, popolo che ama la vita, che dà la vita. Non può vivere sempre sotto la pressione di una civiltà contraria, civiltà della morte, Qui ci vuole una civiltà della vita! Nel nome di Cristo crocifisso e risorto, di questo Cristo che è Vita, Via, Verità e Vita, lo dico ai responsabili: convertitevi! Una volta verrà il giudizio di Dio!".

Sono in molti ad aver ripensato alle parole di Papa Karol Wojtyla quando hanno ascoltato in TV le parole dell' arcivescovo di Napoli cardinal Crescenzio Sepe. Il cardinale alla fiaccolata ecumenica contro la camorra promossa dalla Curia e che ha visto marciare silenziosamente i cittadini napoletani di diversi credi e fedi, ha detto ai cronisti: "Faremo un cammino silenzioso, ma direi altrettanto chiassoso per condannare e soprattutto per dire a questi assassini che se continuano a seminare morte sarà la morte la loro eredità. Hanno venduto la loro anima, hanno venduto la loro dignità".

Ma cardinal Sepe ricorda che anche per i camorristi c'è una speranza: "Se sono sinceramente pentiti, il perdono c'è per tutti, ma finché rimangono nella loro cattiveria, neanche quando muoiono possono entrare in chiesa". Fu proprio Giovanni Paolo II il 30 aprile del 2000 ad istituire la Festa della Divina Misericordia che è la Festa "per tutta l'umanità" e Gesù Cristo a Suor Faustina Kowalska, proprio a proposito della Festa della Divina Misericordia dice, a tutti: "In quel giorno sono aperte le viscere della Mia Misericordia, riverserò tutto un mare di grazie sulle anime che si avvicinano alla sorgente della Mia Misericordia. L'anima che si accosta alla confessione ed alla santa Comunione, riceve il perdono totale delle colpe e delle pene. In quel giorno sono aperti tutti i canali attraverso i quali scorrono le grazie divine. Nessuna anima abbia paura di accostarsi a Me, anche se i suoi peccati fossero come lo scarlatto. La Mia Misericordia è talmente grande che nessuna mente, né umana né angelica, riuscirà a sviscerarla pur impegnandovisi per tutta l'eternità".

Mentre i cittadini napoletani marciavano contro la violenza della camorra, nelle stesse ore di venerdì 9 novembre, a Secondigliano si sparava in un bar. Nel Rione Berlingieri è stato infatti freddato da due sicari Ciro Esposito, 48 anni, pare già noto alle forze dell'ordine. A maggior ragione, la lettera dell'arcivescovo di Napoli, letta alla conclusione della fiaccolata, ha il sapore di un anatema. "Carissimi, si conclude qui, nel cuore della nostra Città, la magnifica fiaccolata ecumenica che si è snodata lungo via Toledo, interpretando i sentimenti di tutti i napoletani. Non importa quanti siamo, perché la freddezza del numero è annullata dal calore dei cuori e dal comune sentire di un popolo. Conta, infatti, l'esserci, lo stare insieme, il pregare insieme nel nome del nostro unico Dio, facendo memoria di tanti nostri fratelli ai quali è stata tolta la vita, senza colpa e senza ragione alcuna. Il nostro ritrovarci testimonia una presenza, una condanna, una speranza. Sì, vogliamo gridare, con voce forte e ferma, che i nostri fratelli, rimasti vittime della violenza camorristica, sono qui con noi, presenti tra noi, rendendo ancora più forte il nostro impegno a riaffermare il valore della vita di ciascuno e di tutti, per difendere la libertà individuale e la convivenza civile, per esaltare la profonda dignità di questa Città, fatta grande dalla storia ma continuamente offesa da un manipolo di fuorilegge. Siamo qui non per denunciare la nostra debolezza, ma per esprimere la nostra forza che non nasce dalla violenza delle armi, bensì dal sacrificio dei nostri fratelli vigliaccamente uccisi. Sono proprio loro a motivarci, perché costituiscono la linfa del nostro agire e della nostra battaglia. Il giusto non muore invano e il sangue dei giusti, recita il salmista, è seme di luce e di speranza; luce nei nostri passi e speranza nei nostri cuori.

Sono questi nostri fratelli che illuminano e guidano il nostro cammino, perché sono qui presenti e ci rendono potenti, mentre voi, seminatori di violenza e di morte, rimanete nelle tenebre, vi nascondete perché avete paura mentre dovreste piuttosto avere vergogna di voi stessi e dei vostri comportamenti. Sfuggite alla luce del giorno, perché avvertite il peso delle vostre colpe gravissime e non avete il coraggio di stare tra la gente. Siete i veri sconfitti. Siete cadaveri che camminano, condannati a morte certa da voi stessi, sapendo che chi semina vento raccoglie tempesta. Sappiate che da parte nostra non ci può essere alcuna indulgenza. Siamo su sponde distinte e distanti, finché rimanete sotto il tunnel della violenza e della morte. Questa Napoli, questa società, questa umanità non vi appartiene, perché voi siete altro, avete scelto di stare contro i vostri fratelli, contro l'umanità, contro la legge, contro quei valori che sono alla base di ogni persona umana e della nostra stessa civiltà. Vi parlo nel nome del nostro Dio misericordioso: Scegliete la vita, quella vera, quella sacra. Deponete le armi, perché, come disse il compianto Pontefice Giovanni Paolo II ad Agrigento, verrà per voi il giorno del giudizio e non ci saranno sconti. Neppure i vostri figli, le vostre mogli e madri vi perdoneranno per la vita difficile, pericolosa e oscura cui li avete costretti. Noi continuiamo a credere e a batterci per il cambiamento, per riappropriarci della nostra Città liberata dalla violenza, per realizzare una società animata dalla giustizia e dal bene comune. Siamo sostenuti dalla nostra fede e dal sangue delle tante vittime innocenti per le quali questa sera vogliamo pregare tutti insieme".

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