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Il ricordo di don Peppe Diana per "dire no alla camorra ed a tutti i sistemi mafiosi"

Ricorre oggi, festa di San Giuseppe, il ventennale dell'omicidio di don Peppe Diana, ucciso per mano della camorra. Giovani, scout, associazioni sfilano a Casal di Principe per "dire no alla camorra ed a tutti i sistemi mafiosi" come sottolinea Marcello Taglialatela, deputato di Fratelli d'Italia - Alleanza nazionale e membro della Commissione parlamentare Antimafia. l vescovo di Aversa, Angelo Spinillo, chiarisce che "il camorrista è come Giuda perché vende la vita per denaro".

A vent'anni dal suo assassinio per mano della camorra, la stessa che lui ha sempre combattuto, l'Italia e la Chiesa ricorda don Giuseppe Diana, morto a Casal di Principe il 19 marzo del 1994, proprio il giorno in cui cade la ricorrenza di San Giuseppe. Il vescovo di Aversa, Angelo Spinillo, ha celebrato una messa in ricordo di don Diana, afferma che "il camorrista è come Giuda perché vende la vita per denaro" e, a due giorni dalla Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, risuona ancor più forte il grido di Papa Giovanni Paolo II, che nella Valle dei Templi intimò ai mafiosi: "Convertitevi, una volta verrà il giudizio di Dio". A Casal di Principe ragazzi, associazioni, scouts sono quindi scesi in piazza per dimostrare alla camorra che tante persone non hanno paura. In una omelia del 2007, a Piazza del Plebiscito a Napoli, Papa Benedetto XVI aveva sottolineato come "la violenza tende purtroppo a farsi mentalità diffusa, insinuandosi nelle pieghe del vivere sociale, nei quartieri storici del centro e nelle periferie nuove e anonime, col rischio di attrarre specialmente la gioventù, che cresce in ambienti nei quali prospera l'illegalità, il sommerso e la cultura dell'arrangiarsi" chiarendo la necessità di "un intervento che coinvolga tutti nella lotta contro ogni forma di violenza, partendo dalla formazione delle coscienze e trasformando le mentalità, gli atteggiamenti, i comportamenti di tutti i giorni". Anche Papa Francesco ha chiesto di pregare "perché questi mafiosi e queste mafiose si convertano a Dio" e di lodare Dio "per la luminosa testimonianza di don Giuseppe Puglisi", sacerdote e martire, ucciso dalla mafia nel 1993.

"Il ricordo di Don Peppino Diana è ancora forte nelle mente e nei cuori dei tanti giovani e dei tanti cittadini che riconoscono in lui un simbolo attraverso il quale trovare il coraggio di dire no alla camorra ed a tutti i sistemi mafiosi" sottolinea Marcello Taglialatela, deputato di Fratelli d'Italia - Alleanza nazionale e membro della Commissione parlamentare Antimafia. Taglialatela continua: "Don Diana attraverso il suo lavoro di testimonianza e di denuncia ha tracciato il sentiero per quanti non volessero sottostare alla dittatura della camorra. Il suo sacrificio non è stato vano ed il suo messaggio di speranza ancora oggi rappresenta un faro per tutti i cittadini perbene". Il senatore del PD Giuseppe Lumia ricorda invece quanto scriveva don Peppino Diana nel 1991, e cioè "Per amore del mio popolo non tacerò". Il senatore democratico della commissione Antimafia precisa quindi come "don Peppino non ha esitato a denunciare la barbarie camorristica che uccide, controlla l'economia, inquina il territorio ... perché il suo popolo iniziasse un percorso di consapevolezza e di ribellione. - concludendo - Da scout e da sacerdote, don Peppino ha offerto un'alternativa sana e positiva, una speranza, a coloro che in quel territorio martoriato spesso sono condannati alla malavita o alla rassegnazione. Oggi la sua testimonianza è un'eredità preziosa che alimenta la fiducia per una società fondata sulla legalità e sul bene comune". Domenica hanno infatti sfilato per le vie di Casal di Principe gli scout dell'Agesci ma anche i Masci e i foulards bianchi di cui ha fatto parte Don Peppino. Toccante l'incontro con la mamma Iolanda, la madre di don Peppe Diana, che accogliendo tutti in un abbraccio ha semplicemente detto: "Posso solo dire grazie, posso solo dire che ci siete sempre. Ho voluto salutare tutti, ve lo meritate e poi lui a voi ci teneva ed ora ho capito perché".

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