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Siaac: cambiamenti climatici scatenano allergie, come rinite ed asma

In corso a Bologna il 28esimo Congresso Nazionale della SIAAIC (Società Italiana Allergologia, Asma ed Immunologia Clinica), che avverte: "La maggior parte delle sostanze che scatenano le allergie più comuni come la rinite e l'asma allergico sono molto sensibili ai cambiamenti climatici".

In corso a Bologna il 28esimo Congresso Nazionale della SIAAIC (Società Italiana Allergologia, Asma ed Immunologia Clinica), che riunisce tutti gli specialisti italiani e i più influenti esperti a livello internazionale per discutere degli argomenti più attuali riguardanti l'area delle patologie allergologiche e del sistema immunitario. Tra i temi che trattati, largo spazio alle allergie alimentari, alla rinite allergica, all'asma bronchiale, alle allergie professionali, a quelle influenzate dalle condizioni climatiche e a quelle al nichel, con focus sui disturbi del sonno e sull'inadempienza del paziente nei confronti della terapia prescritta. In un comunicato stampa, la SIAAIC sottolinea in particolare che "la maggior parte delle sostanze che scatenano le allergie più comuni come la rinite e l'asma allergico sono molto sensibili ai cambiamenti climatici" evidenziando: "Basti pensare ai pazienti che soffrono di allergie respiratorie nel periodo primaverile per i pollini che sono prodotti dalle piante in primavera e non inverno quando la temperatura è più bassa". Dalla SIAAIC viene quindi stimato che "un cambio di mezzo grado di più della temperatura fa aumentare da 10 a 100 volte la quantità dei pollini nell'aria - e - di conseguenza aumentano da 10 a 100 volte le persone che soffrono di allergie durante la primavera. Nel caso degli acari (Dermatophagoides pteronyssynus), la maggiore causa di allergia in Italia, le condizioni ottimali sono 25 gradi e umidità relativa 70-80%, ma diventano abbondanti già quando l'umidità relativa interna supera il 65% per alcune settimane e la temperatura supera i 22 gradi". LA SIAAC avverte quindi "con un aumento costante della temperatura del pianeta ci saranno sempre di più estati più lunghe e di conseguenza maggiore quantità di acari nelle nostre case e alla fine più persone che soffrono di allergie respiratorie e cutanee, come rinite, asma ed eczema". La nota evidenzia che "le allergie più frequenti tra quelle condizionate dai fattori climatici sono quelle respiratorie come asma, rinite ma anche congiuntivite ed dermatite atopica. - e si precisa - I bambini sono sicuramente più esposti alle riacutizzazioni durante i cambiamenti climatici anche perché sono anche i primi a subire l'effetto dell'inquinamento atmosferico". Il professor Vincenzo Patella, Coordinatore Nazionale Task Force SIAAIC Cambiamenti Climatici e Ambientali e Responsabile Centro Aziendale Provinciale ASL Salerno per la Cura delle Malattie Allergologiche e Immunologiche Gravi, commenta: "Oggi, a fronte di dati confortanti sulla possibilità di ridurre il maggior inquinante atmosferico prodotto dall'uomo che è rappresentato dalla anidride carbonica, ovvero il principale fattore che induce l'effetto serra, uno dei pericoli in futuro più preoccupante è l'inquinamento indoor. - spiegando - Molte persone, soprattutto in età lavorativa, trascorrono tantissime ore in luoghi chiusi: ciò le espone ai danni ambientali dell'aria forzata, con numerosi inquinanti, in primo luogo il fumo passivo e il clima caldo-umido delle abitazioni, delle scuole e dei luoghi di lavoro (favorente la crescita degli acari e di funghi nell'aria forzata). Questo scenario sicuramente contribuirà all'aumento della incidenza e della prevalenza di patologie respiratorie croniche, come l'asma, e all'incremento della loro evoluzione verso forme persistenti, gravi ed invalidanti".

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