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Scie chimiche in the sky with diamonds

La Terra si sta riscaldando e gli scienziati studiano come raffreddarla. Dalla Harvard University un'idea geniale: irrorare l'atmosfera di nanoparticelle di diamante e alluminio. Ma l'arguto procedimento potrebbe raffreddare anche la maggioranza degli esseri umani.

Molti governi e molti scienziati pensano in continuazione alle sorti del mondo e al benessere dei suoi abitanti senzienti. E' sempre una bella notizia quindi sapere che si continua a studiare su come modificare il clima terrestre per difendersi da Madre Natura che, divenuta matrigna, desidera spazzarci via come se fossimo un virus dalla sua ruvida crosta. Questa interpretazione, condivisa dalla setta degli "Illuminati" (che sembra facciano di tutto per depopolare il pianeta Terra) è mirabilmente sintetizzata dall'Agente Smith in Matrix. "Desidero condividere con te (l'Agente Smith parla a Morpheus, ndr) una geniale intuizione che ho avuto, durante la mia missione qui. Mi è capitato mentre cercavo di classificare la vostra specie. Improvvisamente ho capito che voi non siete dei veri mammiferi: tutti i mammiferi di questo pianeta d'istinto sviluppano un naturale equilibrio con l'ambiente circostante, cosa che voi umani non fate. Vi insediate in una zona e vi moltiplicate, vi moltiplicate finché ogni risorsa naturale non si esaurisce. E l'unico modo in cui sapete sopravvivere è quello di spostarvi in un'altra zona ricca. C'è un altro organismo su questo pianeta che adotta lo stesso comportamento, e sai qual è? Il virus. Gli esseri umani sono un'infezione estesa, un cancro per questo pianeta: siete una piaga. E noi siamo la cura".

Ma per un'Agente Smith che fa progressi nello studio dei mammiferi (ad esempio con Bob Dylan) c'è qualcuno che, dalla Harvard University, vuole "proteggerci" dall'estizione con una buona irrorata massiccia di polvere di diamante e di alluminio nell'atmosfera, perché, si sa, il clima sta cambiando, non ci sono più le mezze stagioni, i cicloni arrivano anche nel Mediterraneo (e solo in pochi notano il triste inganno semantico che fa presa sulla maggioranza analfabeta funzionale) e, quando passa l'alluvione (e si costruisce sull'alveo del fiume e le fogne sono tappate) i cambiamenti climatici spazzano via interi quartieri. Per questo bisogna agire, per questo bisogna fermare il cambiamento (climatico). E così D.K. Weisenstein, D.W. Keith e J.A. Dykema si sono messi a tavolino e hanno scritto l'articolo di geoingegneria (questo è il nome della "scienza" che pretende di cambiare il naturale corso degli eventi atmosferici pensando di capirne gli arcani per piegarli a proprio piacimento) che si intitola "Solar geoengineering using solid aerosol in the stratosphere" pubblicato su Atmospheric Chemistry and Physics. Il lavoro dei tre geoingegneri critica e propone un'alternativa alla precedente strampalata teoria di raffreddamento terrestre mutuata dalle grandi eruzioni vulcaniche. La geoingegneria "classica" oltre ad idee geniali quali "fertilizzare" gli oceani, mettere dei parasole spaziali in orbita, strappare la vegetazione montana a favore del ghiaccio ed altre invenzioni alla Teller, ha anche pensato di pompare nell'atmosfera milioni di tonnellate di solfati per creare un'eruzione sintetica e quindi oscurare il Sole.

Si è infatti notato che nelle eruzioni dei vulcani, le nuvole di cenere e appunto di biossido di zolfo (nome "gentile" per indicare l'anidride solforosa) hanno l'effetto di "raffreddare il pianeta" diventando una vera e propria tenda davanti al Sole. I geoingegneri sono da sempre entusiasti della proposta ma qualcuno da un po' di anni, stanco della stessa solfa (cioè del solfato, in questo caso) ha sollevato il problema che i composti dello zolfo non vanno molto d'accordo con i polmoni degli esseri viventi, con il sottile strato d'ozono, con il PH dell'acqua che raggiunge con le piogge la ruvida crosta terrestre, e così hanno lasciato perdere. Ma la ricerca va avanti e ad Harvard si saranno detti, troviamo qualcosa di più neutro, di meno reattivo dello zolfo. E forse ascoltando "Lucy in the Sky with Diamonds" dei Beatles (traduzione: Lucia nel cielo con i diamanti) e guardando le scie chimiche hanno trovato l'ispirazione: e se spruzzassimo diamanti nel cielo? Ovviamente in forma tech, si intende, cioè diamanti in nanoparticelle, mischiate anche a dell'ottimo nanoparticolato d'alluminio (che pare sia una concausa dell'Alzheimer e della demenza precoce). Due materiali di grande riflettività e maneggevolezza tecnica adatti ad essere spruzzati in aerosol dagli aerei, magari di linea. E tra qualche anno fare un grande respiro, oltre ad incamerare benzene ed altri migliaia di componenti cancerogeni che ammorbano le nostre città, sarà pure una ricchezza. Una volta cremati si potrebbe recuperare la polvere di diamante assorbita dal corpo ed arricchire il gioiello che alcune pompe funebri già offrono come risultato dell'incenerimento del caro estinto. O magari puntare a diventare un blocchetto di alluminio per essere spedito all'Alcoa, rifuso e trasformato in un cerchione pressofuso della Ferrari.

"La nostra ricerca è veramente orientata verso la rimozione della mentalità che debba essere il solfato ad essere utilizzato nella gestione della radiazione solare - spiega la scienziata Debra Weisenstein, uno degli autori dello studio - Allumina e polvere di diamante potrebbero avere un minore impatto sull'ozono, minore riscaldamento della stratosfera e minore incremento della luce diffusa sulla superficie terrestre". La dottoressa Weisenstein parla come se il suo team volesse migliorare una tecnologia già di uso comune. Non a caso sono centinaia i ricercatori di tutto il mondo che denunciano le attività di geoingegneria clandestina, simboleggiate dalle scie chimiche che hanno rubato il cielo blu cobalto ai bambini. Ma tra poco anche i ricercatori delle scie chimiche non avranno più senso di esistere, sorpassati dai jet che irroreranno ufficialmente (e per il nostro bene) l'atmosfera di nanoparticelle d'alluminio e di diamante. Nulla cambierà per il cittadino analfabeta funzionale: vedrà le stesse scie che non vede ora, e magari, per qualche scia in più che è scappata, si potrà anche giustificare che il pianeta si è raffreddato troppo e siamo prossimi ad una glaciazione (pare inizi nel 2030, dalle ultime tendenze dei climatologi). Nulla cambierà per la stampa (chiamiamola ancora così) che inghiotte queste notizie senza una minima punta di criticità sottolineando che l'operazione è molto costosa dato che la polvere di diamante costa circa 100 euro al chilo. Che è come, alla notizia delle camere a gas, aver parlato solamente di quanto le bombole siano care.

Eppure se solo i geoingegneri di Harvard leggessero le ricerche del nostro caro e vecchio CNR saprebbero che è inutile schermare la nostra stella, dato che riscaldamento globale "non è colpa del Sole". Uno studio effettuato da Antonello Pasini e Alessandro Attanasio dell'Istituto sull'inquinamento atmosferico del Consiglio nazionale delle ricerche (Iia-Cnr), realizzato in collaborazione con Umberto Triacca dell'Università di L'Aquila e pubblicato su Environmental Research Letters nel 2012 dimostra infatti che è l'attività industriale umana a scaldare la Terra. Ergo, produrre diamanti sintetici riscalderebbe il nostro pianeta e gettarli in aria sotto forma di nanoparticelle, per i principi della termodinamica, non riuscirebbe a raffreddare il calore già prodotto dal ciclo industriale. Ma anche se di termodinamica si parla, si tratta comunque di principi e questi, molti geoingegneri, non riescono a capirli.

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