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Scie chimiche bufala? Scienziato: terrorizzato da irrorazione atmosfera

Lo scienziato Matthew Watson parla di tre progetti di geoingegneria finanziati dai contribuenti inglesi che hanno l'obiettivo di contrastare i cambiamenti climatici, ammettendo però di essere "terrorizzato" all'idea di vederli realizzati. Tra questi, anche un esperimento che ricorda le scie chimiche, che i detrattori di tale teoria insistono nell'accomunare alle scie di condensazione degli aerei.

Il dottor Matthew Watson, ricercatore di un progetto da 2,8 milioni di dollari, rivela che esistono degli esperimenti "per irrorare sostanze chimiche nell'atmosfera che hanno l'obiettivo di riflettere i raggi del Sole". Il tutto, ufficialmente, per proteggere la Terra dal surriscaldamento globale. Come riporta il Daily Mail, "di tre progetti finanziati dai contribuenti sono stati pubblicati i risultati di cinque anni di ricerca di geoingegneria", anche se si precisa che "siamo a molti anni di distanza dal vedere qualsiasi progetto al di fuori del laboratorio". Fatto sta che almeno uno di questi tre progetti fa pensare alle cosiddette scie chimiche, che i detrattori di tale teoria insistono nell'accomunare alle scie di condensazione degli aerei. Uno dei progetti prevede che il gas serra come l'anidride carbonica venga aspirata dall'aria per ridurre il riscaldamento globale, mentre il secondo ipotizza l'irrorazione delle nuvole con sale marino per renderle riflettente al Sole. Il terzo piano per combattere i cambiamenti climatici, invece, considera la possibilità di irrorare aerosol o particelle di zolfo nell'atmosfera per disperdere la luce del Sole. Sembra che Matthew Watson della Bristol University avesse pensato di testare il suo progetto di "rilasciare sostanze chimiche" attraverso un enorme pallone lanciato in aria, come prevede lo Stratospheric Particle Injection for Climate Engineering (SPICE), ricerca finanziata dal governo del Regno Unito. E' facile pensare, però, che un aereo sia molto più "efficiente" nell'irrorare l'atmosfera con queste "sostanze chimiche", anche perché forse "confondibili" proprio con le scie di condensazione.

E mentre molti dei cosiddetti sbufalatori sembrano non avere mai dubbi, al Daily Mail lo stesso scienziato ammette invece di essere "terrorizzato" al pensiero di veder realizzate queste tecnologie di geoingegneria che sta aiutando a sviluppare. Questi progetti, infatti, potrebbero paradossalmente essere loro i responsabili di un cambiamento climatico, poiché tra i rischi rientrano i repentini mutamenti delle precipitazioni (bombe d'acqua?), la siccità diffusa in tutto il mondo e lo strato di ozono irreparabilmente danneggiato a causa dell'irrorazione delle particelle di zolfo, il che potrebbe innescare effetti dannosi su piante e animali e aumetare i casi di cancro alla pelle. "Se è vero che le temperature potrebbero essere ridotte, la percentuale di incappare in un passo falso è considerevole" afferma Matthew Watson, spiegando che la realizzazione di questi progetti comporta "una svolta nel nostro rapporto con la terra e con la natura. - aggiungendo - Cambia radicalmente il modo in cui sette miliardi di persone andranno ad interagire con il mondo, e non sono sicuro che il sistema possa essere controllabile nel modo che vogliamo".

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