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Nuvole e cambiamenti climatici: forse non è colpa dell'uomo. Ma delle scie chimiche?

Forse i cambiamenti climatici e il riscaldamento globale non è (totalmente) colpa dell'uomo. Il CERN attraverso l'esperimento Cloud ha "creato" una nuvola ed ha scoperto che la maggior parte non derivano da particelle di aerosol prodotte dalle emissioni di combustibili fossili ma da un mix di vapori di alberi e raggi cosmici. Queste nuvole erano quindi presenti anche in epoca pre industriale, mitigando la temperatura. Ma all'epoca non c'erano le cosiddette scie chimiche.

I cambiamenti climatici e il surriscaldamento della Terra sono al centro delle preoccupazioni dei leader mondiali. Nel frattempo, gli scienziati hanno continuato ad avere la testa tra le nuvole, ma solo perché sanno che sono loro a mantenere il pianeta un po' più "fresco".

Ed infatti finora si è pensato che, nonostante l'inquinamento che l'uomo ha cominciato a produrre dall'età industriale, le nuvole aiutassero a mitigare il surriscaldamento del globo poiché si ipotizzava che parte delle particelle di aerosol prodotte dalle emissioni di combustibili fossili rimanessero intrappolate nei cumulonembi mitigando quindi l'effetto serra.

Questi tipi di aerosol sono considerati secondari perché si formano quando il gas viene convertito in una particella. Le particelle di aerosol dirette invece vengono prodotte da polvere, spruzzi del mare o combustione di biomassa. Finora si è creduto che per la formazione degli aerosol secondari era necessario principalmente l'acido solforico, quello prodotto dalle emissioni di combustibili fossili.

Un gruppo di ricercatori che ha pubblicato uno studio sulla rivista Nature, che ha esaminato più da vicino queste minuscole particelle, ha scoperto invece che la formazione degli aerosol secondari avviene anche in maniera naturale. In sostanza, quindi, più della metà di tutti i tipi di nubi presenti nell'atmosfera sono "create" da particelle di aerosol secondari.

Questo tipo di aerosol viene generato infatti da un mix di vapori di alberi e di particelle altamente energetiche che bombardano la nostra atmosfera dallo Spazio, i cosiddetti raggi cosmici. A scoprire che la natura produce queste particelle senza inquinamento è stato il CERN attraverso l'esperimento Cloud (Cosmics Leaving Outdoor Droplets) che è riuscito a creare una vera e propria nuvola.

Tale ricerca potrebbe contribuire quindi a ridurre le stime del riscaldamento globale. Fino ad oggi infatti l'aumento delle temperature veniva collegato principalmente all'aumento dell'anidride carbonica, prodotta dalle attività umane. Ma se le nuvole erano abbondanti anche in epoca preindustriale questa equazione dovrebbe essere rivista al ribasso. Al contrario, i cambiamenti climatici potrebbero invece essere collegati all'attività solare, visto che una componente di queste particelle sono i raggi cosmici.

Il problema è che da diversi anni a questa parte le nuvole spesso scompaiono dal cielo. La colpa è da ricercare nelle cosiddette scie chimiche, che qualcuno classifica invece come normali scie di condensazione di aerei di linea. Fatto sta che in alcune giornate queste scie formano delle vere e proprie scacchiere nel cielo che diventa, nel giro di pochi minuti, come lattiginoso spazzando via le nuvole. E senza nuvole, la Terra non si raffredda.

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